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Polmonite da influenza, il professor Matteo Bassetti spiega quali sono i sintomi che devono preoccuparci

Polmonite da influenza, quali sono i sintomi cui prestare attenzione in quanto preoccupanti secondo il professor Matteo Bassetti

Polmonite da influenza, il professor Matteo Bassetti spiega quali sono i sintomi che devono preoccuparci
screen video Facebook

L’influenza

L’influenza è un’infezione respiratoria molto comune durante i periodi freddi, ma è importante non ignorarla. In Italia, come riportano le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità, si registrano circa 8mila decessi ogni anno a causa di essa. Ma quando i sintomi influenzali diventano così gravi da richiedere l’intervento di un medico? Il professor Matteo Bassetti, insegnante di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, spiega la situazione in modo chiaro. E’ quanto riportato da Fanpage.it.

Cosa deve preoccuparci e spingerci a richiedere assistenza sanitaria

Il medico, che ha avuto un ruolo importante anche nella comunicazione durante la pandemia di Covid-19, ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook in cui ha evidenziato le cose di cui dobbiamo essere allarmati e che ci devono spingere a cercare assistenza sanitaria. Tuttavia, prima di ciò, ha fatto un accenno alla situazione epidemiologica attuale, dove si registrano diversi casi di polmonite influenzali. Il professor Bassetti ha sottolineato che attualmente in Italia ci sono molti casi di polmonite, aggiungendo che c’è stata una notevole crescita degli accessi al Pronto Soccorso, in generale nel contesto ospedaliero.

Le indicazioni del dottor Bassetti riguardo ai sintomi di una broncopolmonite da influenza

Chiaramente, non tutti coloro che contraggono l’influenza necessitano di recarsi al Pronto Soccorso. Il medico ha quindi chiarito quando è possibile fare a meno della visita: “Certamente non per due o tre giorni di febbre, se anche la febbre è a 38 o 39, ma anche se fosse a 39 e mezzo“, perché “è il normale decorso dell’influenza“. Successivamente, ha evidenziato un sintomo insidioso, l’insufficienza respiratoria, una situazione che si presenta quando la quantità di ossigeno nel sangue diminuisce o quella di anidride carbonica aumenta a livelli pericolosi, secondo i rinomati Manuali MSD per i professionisti sanitari. “Dobbiamo avere paura e andare al Pronto Soccorso quando insieme alla febbre c’è l’insufficienza respiratoria, cioè quando mettendo il dito nel saturimetro la saturazione scende sotto 90-88%, se normalmente siamo intorno a 97-98, quindi una decina di punti di riduzione“, sottolinea Bassetti, aggiungendo anche dolore toracico, tosse persistente e intensa che non migliora con alcun trattamento. Bassetti illustra nel filmato che questi segnali potrebbero derivare da una broncopolmonite causata dall’influenza, una condizione che in questo periodo colpisce non solo le persone vulnerabili e gli anziani, ma anche molti giovani. “Questo è un messaggio che bisogna dare perché l’influenza è tutto tranne che un’infezione banale che può colpire tutti, da 0 fino a 100 anni“, mette in guardia l’infettivologo. La conclusione riguarda l’importanza della prevenzione e della vaccinazione contro l’influenza, la quale può essere effettuata anche in questi giorni vicini al picco massimo. Bassetti sottolinea che grazie alla vaccinazione, anche se si contrae l’influenza, essa non si presenterà in forma grave.

Le polmoniti legate all’influenza sono ancora diffuse

Sebbene i dati recenti del bollettino di RespiVirNet mostrino una diminuzione dei casi di infezioni respiratorie acute (ARI) rispetto alla settimana scorsa, segnalando 14,5 casi ogni 1. 000 assistiti, le polmoniti associate all’influenza restano ancora comuni, con molti italiani che si recano al Pronto Soccorso per ricevere aiuto. Le infezioni influenzali da virus indeboliscono le vie respiratorie e il sistema immunitario, facilitando l’attacco dei batteri ai polmoni (in alcuni casi può verificarsi anche una polmonite virale). La scorsa settimana, il professor Rino Agostiniani, Direttore dell’Area Pediatria e Neonatologia dell’ASL Toscana Centro e Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), aveva segnalato un aumento significativo di accessi da parte di bambini a causa dell’influenza. A contribuire alla diffusione dei contagi c’è in particolare la diffusione della variante K del virus dell’influenza A(H3N2) – sottoclade K, la quale, come spiegato a Fanpage.it dal virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università Statale di Milano, non è più aggressiva dell’influenza comune, ma è immunoevasiva, ovvero capace di sfuggire al sistema immunitario e quindi facilita maggiormente l’insorgenza dell’infezione.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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