Soprattutto le persone che vivono nelle aree costiere sono maggiormente a rischio di ipertensione: ecco il motivo
Bere tanta acqua ogni giorno rappresenta sicuramente una buona abitudine perchè migliora la circolazione, lubrifica le articolazioni, migliora la funzionalità di reni e regola la pressione arteriosa. L’ipertensione viene spesso associata al consumo di cibi salati, alla sedentarietà, al fumo, ma anche alla cattiva abitudine di idratarci in maniera insufficiente. Un recente studio, però, ha alzato il velo su un altro fattore che contribuirebbe all’aumento della pressione sanguigna di milioni di persone e cioè quello di bere acqua di scarsa qualità.
I rischi legati al consumo di acqua ricca di sodio
L’innalzamento del livello del mare è una delle piaghe che ha indotto l’acqua marina ad infiltrarsi nelle fonti di acqua dolce globali. Recentemente si è scoperto che le persone esposte ad acqua potabile più salata corrono un maggiore rischio di soffrire di ipertensione. Questo fenomeno viene riscontrato soprattutto nei soggetti che vivono nelle aree costiere dove l’acqua di mare contamina sempre più le risorse idriche dolci. I cambiamenti climatici, secondo gli scienziati, potrebbero rendere le acque dolci ancora più salate.
Lo studio che ha coinvolto 74 mila persone
Se è vero che lo stile di vita gioca un ruolo cruciale nello sviluppo dell’ipertensione, è anche vero che vi sono altri fattori come la salinità dell’acqua potabile che non dovrebbero essere sottovalutati e sui quali bisognerebbe prestare più attenzione. In passato alcuni fattori come i diversi metodi di misurazione della salinità o le misurazioni effettuate su campioni di piccole dimensioni, hanno reso questo fattore meno considerato e più sottovalutato. Una equipe di ricercatori ha condotto recentemente una revisione sistematica e una meta-analisi basata sui dati contenuti in 27 studi basati sulla popolazione. Si tratta di uno studio che ha coinvolto complessivamente circa 74.000 partecipanti negli Stati Uniti, in Australia, Israele, Bangladesh, Vietnam, Kenya e in diversi paesi europei. I risultati sono stati davvero sorprendenti.
Conclusione
La ricerca in questione si è soffermata sull‘associazione tra i livelli di sodio nell’acqua potabile e gli esiti cardiovascolari, tra cui pressione sanguigna, ipertensione e altre patologie cardiache. I ricercatori hanno scoperto che chi beve acqua più salata presenta una pressione sanguigna sistolica superiore di circa 3,22 mmHg e una pressione sanguigna diastolica superiore di circa 2,82 mmHg con un aumento del rischio di sviluppare ipertensione del 26%. Questo studio ha dimostrato, una volta di più, quanto sia importante correlare l’esposizione ambientale ai comportamenti individuali per individuare un quadro complessivo dei fattori che causano ipertensione. La ricerca in questione è stata documentata dal professor Rajiv Chowdhury, professore della Florida International University in un articolo pubblicato su The Conversation.
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