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Reflusso gastrofageo, ecco quando gli inibitori di pompa protonica non risolvono il problema

Quando la causa che scatena questi disturbi ha un'origine diversa, abusare dei farmaci antireflusso può addirittura diventare controproducente

Reflusso gastrofageo, ecco quando gli inibitori di pompa protonica non risolvono il problema
Reflusso gastroesofageo (foto Pixabay)

Non sempre i farmaci antireflusso rappresentano la soluzione più opportuna per il reflusso: ecco cosa si è scoperto

La tosse da reflusso gastroesofageo è molto diffusa soprattutto tra i giovani a causa di uno stile di vita e abitudini alimentari non sempre corretti. Mangiare spesso cibo spazzatura non ci aiuta affatto a migliorare questa condizione, ma non sempre l’acidità che ci assale e che infiamma il nostro esofago deriva da una acidità di stomaco. Recenti studi hanno dimostrato che non sempre l’acidità, le difficoltà digestive o il gonfiore, sono causate dal reflusso gastroesofageo.

Gli abusi dei farmaci contro il reflusso

Molto spesso si ricorre all’uso di farmaci che inibiscono la pompa protonica per migliorare la nostra condizione. Ma quando la causa che scatena questi disturbi ha un’origine diversa, abusare di questi farmaci può addirittura diventare controproducente. Soprattutto nei più giovani. quei sintomi che possono preludere al reflusso esogastrofageo, in realtà sono causati da patologie che non hanno nulla a che vedere con la condizione patologica che pensiamo.

Le nuove consapevolezze

Sono tante le malattie che presentano delle caratteristiche molto simili alla malattia da reflusso, ma che vanno curate in maniera diversa, magari ricorrendo ad una dieta personalizzata o tenendo sotto controllo l’infiammazione con altre terapie più mirate. La scoperta dell’esofagite eosinofila, ad esempio, ha aperto di recente una nuova frontiera nella cura dell’infiammazione da reflusso. Quando questa malattia è legata a disturbi della sfera emotiva o a fattori psicosomatici che non dipendono da alterazioni del tratto digestivo, ricorrere ai proiettori gastrici si rivela del tutto ininfluente, se non addirittura dannoso.

Conclusione

Recenti studi hanno dimostrato, misurando l’acidità gastrica e quello esofagea, che non vi è alcuna correlazione e che pertanto i sintomi del reflusso come la tosse potrebbero scaturire da problemi di natura psichica e non fisica. Per questa ragione continuare ad assumere, senza soluzione di continuità, protettori gastrici può non soltanto non risolvere il problema ma esporci ad effetti collaterali non di poco conto. Ecco perché è sempre consigliabile una valutazione attenta delle cause che scatenano il reflusso, anche al fine di poter accedere a terapir personalizzate e risolutive senza abusare di farmaci che presentano notevoli effetti collaterali e che non ci consentono di venire a capo del problema.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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