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Scoperta una nuova causa dell’ipertensione e un modo per curarla

Questa ricerca spiegherebbe il motivo per cui i farmaci ipertensivi non sono responsivi in alcune persone ipertese

Scoperta una nuova causa dell’ipertensione e un modo per curarla
Pressione alta. Foto Pixabay.com

Nella regione parafacciale laterale del tronco encefalico un meccanismo che fa alzare la pressione arteriosa

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Circulation Research e condotta da una equipe di ricercatori dell’Università di San Paolo in Brasile e dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, ha individuato un’altra delle possibili cause dell’aumento della pressione arteriosa. E’ stata individuata una specifica regione cerebrale che sarebbe coinvolta pienamente nei meccanismi dell’ipertensione. Si tratta dell’area cerebrale parafacciale laterale (pFL) da dove si originerebbero degli importanti cambiamenti biologici che aumentano la pressione sanguigna.

Cosa si è scoperto

La pFL è collegata al controllo della respirazione, in particolare alle espirazioni forzate e deliberate che avvengono durante l’esercizio fisico o quando tossiamo o ridiamo. Gli esperimenti condotti sulle cavie da laboratorio avrebbero evidenziato come quest’area cerebrale possa anche determinare una restrizione importante dei vasi sanguigni. Un meccanismo che sarebbe alla base dell’aumento della pressione del sangue, causato da una maggiore difficoltà del sangue di circolare.

Il ruolo dei neuroni pFL

I risultati di questa ricerca potrebbero spiegare la ragione dell’inefficacia dei farmaci antipertensivi nei confronti di determinati soggetti che non ne sono responsivi. E’ stato evidenziato anche il ruolo dei neuroni pFL nelle alterazioni del ritmo respiratorio e nel conseguente aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico che contribuisce a controllare la pressione sanguigna, in linea con precedenti ricerche che hanno evidenziato una correlazione tra l’ipertensione al cervello e il sistema nervoso.

Le prospettive future

Adesso la sfida futura per gli scienziati sarà quella di individuare i segreti legati ai meccanismi che generano l’eccitazione simpatica nell’ipertensione. In laboratorio gli scienziati hanno attivato i neuroni pFL in alcuni ratti. In questo modo è stato notato come altri circuiti cerebrali hanno fatto aumentare i valori pressori delle cavie. Successivamente sono state mappate le attività del tronco encefalico e dei nervi, inclusi gli altri neuroni con cui la regione pFL comunicava facendo poi un confronto con le cavie non ipertese. Si è scoperto che il coinvolgimento dei neuroni della regione pFL nella restrizione dei vasi sanguigni.

Questa scoperta ha inoltre rivelato una nuova potenziale via terapeutica. Come hanno spiegato gli stessi scienziati, i risultati di questo studio hanno spiegato la correlazione tra apnea notturna e il rischio maggiore di ipertensione. Adesso occorre capire se i meccanismi e le correlazioni individuate nelle cavie siano replicabili anche nell’uomo.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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