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Semaglutide, potrebbe diventare il farmaco dell’eterna giovinezza: ecco cosa si è scoperto

Il rallentamento dell'invecchiamento potrebbe essere legato alla perdita di peso o alla riduzione delle infiammazioni

Semaglutide, potrebbe diventare il farmaco dell’eterna giovinezza: ecco cosa si è scoperto
Semaglutide, potrebbe diventare il farmaco della giovinezza (foto Pixabay)

Lo studio pubblicato su Nature Communications avrebbe svelato le proprietà antinvecchiamento del semaglutide

Tra i tanti benefici associati all’assunzione di farmaci a base di semaglutide vi sarebbe anche quello di ritardare l’invecchiamento biologico degli esseri umani. E’ questo il sunto di una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Nature Communications condotta su 18 adulti affetti da HIV e lipoipertrofia. Secondo gli scienziati del Lowell General Hospital che hanno condotto la ricerca, chi assume semaglutide registra un invecchiamento molto più lento di quasi il 10% di organi fondamentali come il cervello, il cuore, il fegato, i reni, del sangue e dei parametri metabolici generali.

Cosa si è scoperto

Nei soggetti coinvolti nella ricerca è stato infatti evidenziato un rallentamento dell’ accumulo di marcatori del DNA legati all’invecchiamento biologico. Lo studio è stato condotto somministrando alla metà dei partecipanti delle iniezioni settimanali di semaglutide, mentre il resto ha assunto un placebo. Sono stati poi impiegati degli orologi epigenetici e biologici in grado di stimare l’età biologica di una persona per monitorare l’invecchiamento cellulare dei partecipanti durante lo studio durato 32 settimane.

Perchè si invecchia meno?

Serviranno adesso ulteriori studi per verificare se effettivamente l’assunzione di semaglutide possa rappresentare un valido rimedio geroterapico. Se così fosse, il semaglutide rappresenterebbe una soluzione che si andrebbe ad aggiungere a tutti gli altri farmaci progettati per rallentare l’invecchiamento. L’effetto che rallenterebbe l’invecchiamento deriverebbe dal fatto che il semaglutide, eliminando il grasso corporeo, ridurrebbe anche la quantità di cellule adipose infiammatorie. Sappiamo infatti che il grasso viscerale e il grasso addominale hanno un impatto sull’infiammazione generale. Il sovrappeso, infatti, sarebbe legato ad una sorta di stato infiammatorio cronico che affligge l’organismo e che sarebbe collegato a tutta una serie di gravi malattie che possono accelerare l’invecchiamento, riducendo l’aspettativa di vita.

Conclusione

Le persone che vedono il loro peso diminuire sono incentivate a muoversi di più conducendo uno stile di vita più sano e felice. Adesso bisogna capire se il rallentamento dell’invecchiamento sia legato alla perdita di peso o al farmaco in grado di ridurre le infiammazioni. Di certo, come hanno ammesso gli stessi scienziati, migliorare il diabete e l’obesità di per sè stesso allunga la vita.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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