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Settantaduenne morta da encefalite da zecca, i sintomi, come si manifesta e come proteggersi

L'encefalite da morso di zecca è una infezione che può evolvere e diventare potenzialmente letale: ecco come riconoscerla

Settantaduenne morta da encefalite da zecca, i sintomi, come si manifesta e come proteggersi
Zecca - Foto Pixabay

Cos’è l’encefalite da zecca: ecco i sintomi da tenere sotto controllo per non rischiare la vita

Il drammatico caso di cronaca nera che ha riguardato la donna trentina di 76 anni morta dopo essere stata punta da una zecca, riporta alla luce l’incubo delle malattie trasmesse da questi parassiti molto insidiosi che possono veicolare malattie serie come la rickettsiosi, la borreliosi di Lyme e l’encefalite da zecca. Questi piccoli parassiti artropodi che appartengono alla stessa classe dei ragni e degli, si stanno diffondendo sempre di più soprattutto nelle aree boschive, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici.

Dove si trovano

Le zecche si nascondono solitamente dietro ai cespugli e non sono facilmente individuabili anche perchè le loro dimesioni variano da pochi millimetri fino a un centimetro. In genere prediligono gli ambienti che abbondano di vegetazione erbosa e di arbusti, con preferenze ambientali che dipendono dalla specie. Soprattutto nelle stagioni più calde questi parassiti tendono a diventare più attive ecco perchè soprattutto in estate i casi di cronaca che hanno come sfondo i “morsi da zecca” sono molto più frequenti.

Come attaccano l’uomo

Questi parassiti dalla bocca seghettata sono in grado di sprofondare nella pelle delle loro prede dove rimangono a lungo nutrendosi del sangue per diversi giorni. Dopo aver morso la preda rilasciano una sostanza anestetizzante, per questa ragione non è facile per la “vittima” capire da subito di essere stati punti da una zecca. A volte questi parassiti possono rimanere dentro la pelle anche per alcuni giorni, aumentando così’ la possibilità di infettare la preda. Una delle malattie potenzialmente letali che le zecche possono trasmettere all’uomo è l’encefalite da zecca (TBE) (la meningoencefalite). Si tratta di un’infezione virale del sistema nervoso centrale la cui causa è un arborvirus molto simile ai virus responsabili della febbre gialla e della dengue.

L’encefalite, sintomi e statistiche

Il primo caso di encefalite in Italia venne diagnosticato nel 1994 nel bellunese dove si sono verificati numerosi casi nel corso degli anni. Addirittura dal 1994 al 1999 i casi di TBE diagnosticati nella provincia veneta sono stati ben 35. Secondo gli scienziati i principali vettori di zecche infette sono gli uccelli che, attraverso le migrazioni, infestano i boschi. Questa malattia è nota per i tempi molto lunghi di incubazione che possono sfiorare anche il mese. Uno dei sintomi spia è la presenza di un alone rossastro ad anello che circonda la puntura. Nel 70% dei casi l’infezione è asintomatica.

Solo in un caso su 10 questa infezione può diffondersi e colpire il sistema nervoso. In questo caso l’andamento della malattia non è mai lineare. Spesso si assiste ad apparenti fasi regressione che vengono poi seguiti da fasi in cui la malattia si acuisce. Nel caso in cui dovessero manifestarsi sintomi come febbre, debolezza sospetta, forte mal di testa o dolori alle articolazioni, è importante contattare urgentemente un medico. La prevenzione passa attraverso l’abbigliamento che si indossa. E’ di fondamentale importanza indossare pantaloni lunghi, scarpe chiuse e infilare i calzini sopra i pantaloni durante le passeggiate estive o primaverili nei boschi.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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