La salute degli occhi è fondamentale e l’occhio secco è un disturbo molto più comune di quanto si pensi: ecco cos’ha spiegato il Professor Paolo Vinciguerra
Prendersi cura degli occhi è essenziale per il benessere quotidiano, soprattutto nei mesi invernali, quando freddo e ambienti chiusi mettono a dura prova la vista. In questo periodo dell’anno è infatti frequente fare i conti con la sindrome dell’occhio secco, condizione spesso sottovalutata ma capace di incidere sulla qualità della vita. La ridotta lubrificazione oculare, infatti, può causare fastidi continui e alterazioni della visione. A fare chiarezza su questo disturbo per Humanitas.it è il Professor Paolo Vinciguerra, Direttore del Centro Oculistico di Humanitas e docente di Humanitas University.
I sintomi di occhio secco
Secondo lo scienziato la sindrome dell’occhio secco si manifesta con una serie di segnali che possono comparire gradualmente o in modo improvviso. Tra i disturbi più comuni c’è il bruciore oculare, spesso accompagnato da arrossamento e da una sensazione persistente di corpo estraneo nell’occhio. Molti pazienti riferiscono anche una lacrimazione alterata, la quale può sembrare paradossale ma è legata proprio alla scarsa qualità delle lacrime. La fotofobia, ovvero la maggiore sensibilità alla luce, è un altro sintomo frequente. In alcuni casi si presenta un annebbiamento visivo temporaneo, soprattutto dopo molte ore davanti agli schermi. Al risveglio, inoltre, può esserci difficoltà ad aprire le palpebre a causa della marcata secchezza notturna.
Le cause
Alla base dell’occhio secco, come spiegato da Vinciguerra, c’è un’alterazione dell’equilibrio del film lacrimale che può dipendere sia da una ridotta produzione di lacrime (ipolacrimia) sia da una loro eccessiva evaporazione (dislacrimia). In inverno, spiega Vinciguerra, il vento freddo e l’aria troppo calda degli ambienti interni peggiorano la lubrificazione oculare. Anche l’uso prolungato di termosifoni e condizionatori non adeguatamente deumidificati contribuisce alla secchezza. Fattori esterni come smog e fumo di sigaretta hanno un ruolo significativo. A questi si aggiunge l’utilizzo intenso e quotidiano di dispositivi elettronici che riduce la frequenza dell’ammiccamento. Infine, l’occhio secco può essere associato a patologie sistemiche, come alcune malattie autoimmuni tra cui la sindrome di Sjögren.
Rimedi e prevenzione quotidiana
La sindrome dell’occhio secco può essere prevenuta o attenuata con semplici accorgimenti quotidiani. Proteggere gli occhi dal vento indossando occhiali adeguati è una prima strategia utile. È importante limitare, quando possibile, l’uso prolungato di computer, smartphone e tablet facendo pause regolari. In casa conviene evitare temperature troppo elevate e mantenere un buon livello di umidità negli ambienti. Bere acqua in quantità adeguata e seguire un’alimentazione equilibrata aiuta a mantenere una corretta idratazione generale. Battere le palpebre più spesso favorisce poi la distribuzione del film lacrimale. Se i disturbi persistono è fondamentale rivolgersi a un medico oculista per una valutazione specialistica.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.