Cos’è la sindrome dell’occhio secco e come si manifesta: tutte le indicazioni della Dottoressa Monica Ragazzini
La sindrome dell’occhio secco è una patologia complessa che interessa la superficie oculare e si manifesta con un’alterazione del film lacrimale. Questo squilibrio può provocare infiammazione e coinvolgere diverse strutture dell’occhio come cornea, congiuntiva, palpebre e ghiandole lacrimali. Non si tratta di un semplice fastidio passeggero, bensì di un disturbo che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita quotidiana e che spesso viene trascurata nelle fasi iniziali, quando i sintomi possono sembrare lievi o sporadici. La Dottoressa Monica Ragazzini, oculista e referente dell’ambulatorio dedicato all’occhio secco presso Humanitas Mater Domini di Varese, ha approfondito per MaterDomini.it i sintomi e le cause di questa sindrome.
I sintomi
Tra i sintomi più comuni di sindrome dell’occhio secco c’è l’annebbiamento della vista, spesso intermittente, che può peggiorare durante attività prolungate come l’uso del computer. L’arrossamento oculare è un altro segnale frequente, accompagnato da una sensazione di bruciore o irritazione persistente. Si può accusare anche difficoltà ad aprire gli occhi al risveglio, come se le palpebre fossero “incollate”, così come dolore vero e proprio all’occhio, soprattutto nelle forme più avanzate. Possibile anche fotofobia, ovvero fastidio alla luce che rende difficoltosa l’esposizione a fonti luminose intense. Un altro sintomo tipico è la sensazione di corpo estraneo, come se ci fosse sabbia o polvere nell’occhio.
Le cause
Le cause della sindrome dell’occhio secco sono molteplici e spesso interconnesse, rendendo questa patologia multifattoriale. L’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio, poiché con il passare degli anni le ghiandole lacrimali tendono a ridurre la produzione o a modificarne la qualità. Nelle donne la menopausa gioca un ruolo rilevante a causa delle variazioni ormonali che influenzano la superficie oculare e le ghiandole di Meibomio. Anche alcuni farmaci, sia sistemici (come quelli per ipertensione, diabete o disturbi dell’umore) sia oculari, possono poi contribuire allo sviluppo della sindrome dell’occhio secco. Fumo, smog e inquinamento ambientale rappresentano ulteriori fattori aggravanti. Le infezioni oculari, come le congiuntiviti, e gli interventi chirurgici agli occhi, tra cui cataratta o chirurgia refrattiva, possono alterare l’equilibrio del film lacrimale. Un ruolo importante è svolto anche da patologie autoimmuni come artrite reumatoide, lupus e sindrome di Sjögren. Non vanno dimenticate le anomalie palpebrali, l’uso prolungato di dispositivi digitali, le lenti a contatto e le allergie oculari che possono interagire con il sistema immunitario e nervoso. Occhio anche all’esposizione a aria condizionata o ambienti troppo secchi.
Rimedi e prevenzione
Tra i trattamenti più utilizzati ci sono i sostituti lacrimali senza conservanti, utili per ripristinare l’idratazione oculare, oltre a gel e pomate oftalmiche per i casi più marcati. In presenza di infiammazione possono essere prescritti colliri antinfiammatori o steroidei, antibiotici locali o sistemici e farmaci immunomodulatori come la ciclosporina. Fondamentale è anche l’igiene delle palpebre attraverso l’uso di detergenti specifici e impacchi caldo-umidi per migliorare la funzionalità delle ghiandole di Meibomio. Dal punto di vista della prevenzione è consigliabile evitare ambienti troppo secchi o ventilati, ridurre l’esposizione a schermi digitali e fare pause regolari durante il loro utilizzo. Bere adeguatamente e seguire una dieta ricca di acidi grassi essenziali e vitamine del gruppo B può contribuire al benessere oculare, così come non fumare, limitare l’uso di lenti a contatto e proteggere gli occhi con occhiali da sole.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.