L’uso quotidiano degli smartphone è ormai indispensabile ma di sera può nascondere rischi sottovalutati: ecco cos’ha svelato il Prof. Matteo Bassetti
Gli smartphone sono diventati strumenti essenziali nella vita di tutti i giorni, utilizzati praticamente in qualsiasi momento della giornata. Tuttavia l’abitudine di usarli prima di andare a dormire, sempre più diffusa e spesso sottovalutata, può provocare dei problemi. A mettere in guardia su questo pericolo è il Professor Matteo Bassetti, Direttore del reparto di Malattie Infettive del Policlinico “San Martino” di Genova, che ha evidenziato come anche una minima esposizione alla luce serale possa avere conseguenze sull’organismo. Ecco cos’ha spiegato ad Adnkronos Salute.
Effetti della luce
Uno degli aspetti centrali riguarda la cosiddetta “luce blu” emessa da smartphone, tablet e altri dispositivi digitali. Questa particolare componente luminosa può interferire con la produzione di melatonina, fondamentale per regolare il ciclo sonno-veglia. Quando si utilizza il telefono in un ambiente buio, infatti, l’impatto della luce blu risulta ancor più evidente e può ritardare l’addormentamento. L’organismo, infatti, riceve segnali contrastanti e fatica a prepararsi al riposo. Nel tempo quest’alterazione può tradursi in una qualità del sonno inferiore. Non si tratta solo di dormire meno, ma di farlo peggio. L’effetto è progressivo e spesso passa inosservato nelle fasi iniziali, proprio per questo viene considerato uno dei principali fattori legati ai disturbi del riposo.
Impatto sul cervello
Oltre alla componente luminosa, entra in gioco anche il tipo di utilizzo del dispositivo. Scorrere contenuti, passare da un post all’altro o interagire con notifiche mantiene il cervello in uno stato di attivazione costante. Questo può generare stimoli che aumentano il livello di attenzione o, in alcuni casi, di stress. Di conseguenza, il cervello fatica a “spegnersi” e ad entrare nella fase di rilassamento necessaria per dormire. Diversi studi hanno collegato questa condizione non solo a problemi legati al riposo, bensì anche a effetti su funzioni cognitive e benessere mentale. Si crea così una sorta di circolo vizioso: più si usa lo smartphone, più diventa difficile interrompere l’attività, più si ritarda il momento in cui il corpo può recuperare energie.
Studi e consigli
A supporto di queste osservazioni ci sono anche ricerche scientifiche recenti, come quella condotta dal team guidato da Shady Abohashem presso il Massachusetts General Hospital (Stati Uniti) e presentata durante l’American Heart Association Scientific Sessions. Lo studio, che ha coinvolto centinaia di adulti, ha evidenziato un legame tra esposizione alla luce notturna e aumento del rischio cardiovascolare, con possibili implicazioni legate a processi infiammatori che interessano anche le arterie. Alla luce di questi dati, gli esperti suggeriscono alcune semplici strategie: evitare l’uso di dispositivi almeno un’ora prima di dormire, attivare modalità notturne o filtri per la luce blu e mantenere la stanza completamente buia. In alternativa, può essere utile anche l’uso di una mascherina per gli occhi, in modo da ridurre al minimo ogni fonte luminosa e favorire un riposo più naturale.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.