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Steatosi epatica, ecco quali sono le possibili cause, i sintomi e come si diagnostica il fegato grasso

Che cos'è la steatosi epatica; le cause e i sintomi, la diagnosi e il trattamento del fegato grasso

Steatosi epatica, ecco quali sono le possibili cause, i sintomi e come si diagnostica il fegato grasso
Foto Epateam.org

Che cos’è la steatosi epatica

Come riporta humanits-care.it, la steatosi epatica, conosciuta anche come “fegato grasso”, è caratterizzata da un accumulo eccessivo di lipidi nelle cellule epatiche. Si diagnostica quando la percentuale di grasso supera il 5% del peso dell’organo. Questa condizione colpisce principalmente gli adulti tra i 40 e i 60 anni, ma recentemente sta coinvolgendo anche giovani adulti e bambini.

Steatosi epatica: i sintomi

Nella maggior parte delle situazioni, la steatosi non presenta sintomi, rendendo complicata la sua identificazione. In alcune occasioni, però, può manifestarsi con un disagio nella zona superiore destra dell’addome, sebbene si tratti di un segnale generico. L’accumulo di grasso può dunque rimanere presente per anni senza influenzare la funzionalità del fegato, ma in certe circostanze può attivare processi infiammatori che possono portare all’insorgere di fibrosi epatica. Con il passare del tempo, la fibrosi potrebbe progredire verso la cirrosi, causando un deterioramento della funzionalità epatica e l’insorgenza di ipertensione portale.

Le cause della steatosi epatica

Tra le cause che favoriscono l’accumulo di grasso nel fegato ci sono:

  • alimentazione ad alto contenuto di grassi, spesso legata a peso in eccesso e obesità
  • eccessivo consumo di bevande alcoliche
  • aumenti significativi di trigliceridi e colesterolo nel sangue
  • diabete di tipo 2
  • uso di alcune medicine
  • stile di vita sedentario

Diagnosi e come si tratta la steatosi epatica

I test per riconoscere le steatosi sono fondamentalmente:

  • esami del sangue che comprendono le transaminasi (GOT/ALT, GPT/AST) e altri parametri come la gamma-GT
  • ecografia dell’addome
  • tomografia computerizzata e risonanza magnetica, se è necessario per escludere altre malattie
  • elastografia

Il trattamento si fonda soprattutto su cambiamenti nello stile di vita:

  • ridurre il consumo di grassi, zuccheri e alcol
  • limitare l’assunzione di carne rossa e prodotti lattiero-caseari
  • incrementare l’attività fisica
  • dimagrire se si è in sovrappeso o obesi
  • aumentare l’assunzione di frutta, verdura e cereali integrali.

Poiché l’obesità rappresenta la causa principale, una dieta equilibrata a basso contenuto calorico, supervisionata da esperti in nutrizione ed epatologia per verificarne l’efficacia, è essenziale. A questo si unisce uno stile di vita sano, che prevede esercizio fisico moderato e regolare. In aggiunta ai cambiamenti dello stile di vita, è naturalmente cruciale affrontare i fattori di rischio metabolico e le comorbidità legate alla steatosi attraverso terapie specifiche. Per coloro che hanno sviluppato la steatosi a causa dell’abuso di alcol, l’astinenza completa dell’alcol può contribuire a ridurre l’accumulo di grasso e a normalizzare i test epatici. Dopo anni senza trattamenti specifici, di recente è stato autorizzato sia negli Stati Uniti che in Europa il primo medicinale per i pazienti con MASH e fibrosi significativa (F2-F3), denominato Resmetirom. In attesa di approvazione è invece la Semaglutide, già licenziata negli USA ma non ancora in Europa, indicata per la MASH (questo farmaco è già approvato per l’obesità e il diabete di tipo 2).

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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