Tutto ciò che c’è da sapere sulla stenosi carotidea: perché è pericolosa e come si manifesta
La stenosi carotidea è una condizione caratterizzata dal restringimento delle arterie carotidi, fondamentali per il trasporto di sangue ossigenato al cervello. Quando il loro calibro si riduce l’afflusso sanguigno può diminuire progressivamente fino a compromettere il corretto funzionamento cerebrale. Questo processo può svilupparsi lentamente, senza segnali evidenti nelle fasi iniziali, ma il rischio principale è rappresentato dalla possibilità di eventi acuti come l’ictus, il quale può causare danni permanenti o addirittura risultare fatale. Proprio per questo è fondamentale riconoscere i suoi sintomi: ecco quali sono, come riportato da Humanitas.it.
I sintomi principali di stenosi carotidea
I segnali della stenosi carotidea tendono a comparire quando il restringimento è già significativo e il cervello inizia a ricevere meno sangue del necessario. In molti casi si manifestano sotto forma di attacco ischemico transitorio (TIA), episodio temporaneo che rappresenta un campanello d’allarme importante. Tra i sintomi più frequenti si riscontra una debolezza improvvisa o una paralisi parziale che interessa un lato del corpo (generalmente opposto rispetto all’arteria colpita). Possono comparire difficoltà nel coordinare i movimenti, con una sensazione di instabilità o perdita di equilibrio. Anche la vista può essere coinvolta con episodi di offuscamento, visione doppia o perdita temporanea della capacità visiva da un occhio. In alcuni casi si verificano problemi nel linguaggio come difficoltà a trovare le parole o a esprimersi in modo chiaro.
Segnali da non ignorare
Altri sintomi rilevanti includono la paresi del volto, che può manifestarsi con un lato della faccia meno mobile o “cadente”, e una generale riduzione della sensibilità in alcune parti del corpo. Nei casi più severi, la compromissione del flusso sanguigno può portare anche a perdita di coscienza. È importante sottolineare che, nel caso del TIA, questi disturbi tendono a risolversi spontaneamente nel giro di pochi minuti o al massimo entro un’ora. Tuttavia la loro temporaneità non deve trarre in inganno perché rappresentano un forte segnale di rischio per un possibile ictus futuro.
Cause e trattamenti
La causa principale della stenosi carotidea è l’aterosclerosi, un processo degenerativo che porta all’accumulo di grassi, colesterolo e calcio nelle pareti arteriose, formando placche che riducono il passaggio del sangue. Questo fenomeno è favorito dall’età avanzat, ma anche da fattori come ipertensione, fumo, livelli elevati di colesterolo, obesità e consumo eccessivo di alcol. Per quanto riguarda la diagnosi, uno degli esami più utilizzati è l’ecocolordoppler che consente di valutare il flusso sanguigno nelle carotidi. In presenza di stenosi significativa, possono essere richiesti esami più approfonditi come risonanza magnetica o tomografia computerizzata con mezzo di contrasto. Sul fronte terapeutico, quando il restringimento supera una certa soglia, è possibile intervenire chirurgicamente oppure ricorrere all’angioplastica con inserimento di stent, una procedura che permette di mantenere aperta l’arteria e migliorare la circolazione.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.