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Stitichezza cronica, potrebbe essere la causa di gravi malattie e di declino cognitivo: ecco i risultati di uno studio

L'utilità della ricerca è quella di contribuire a sviluppare metodi sempre più efficaci per trattare le patologie legate ai lunghi tempi del transito intestinale

Stitichezza cronica, potrebbe essere la causa di gravi malattie e di declino cognitivo: ecco i risultati di uno studio
Wikimedia Commons

Il lungo tempo che i microbi trascorrono a contatto con le feci prima di raggiungere le vie respiratorie può essere alla base dello sviluppo di gravi malattie

La velocità del transito intestinale delle feci potrebbe avere un impatto sulla salute degli esseri umani. In poche parole, più a lungo le feci rimangono nel nostro intestino e maggiore è il rischio di andare incontro a disturbi infiammatori che possono colpire l’apparato gastrointestinale e non solo. Questo è stato dimostrato da una revisione del 2023 che ha combinato i dati di decine di studi che hanno messo a confronto il microbiota intestinale di chi ha un transito intestinale rapido e quello di chi lo ha lento.

Cosa si è scoperto

Secondo questa ricerca pubblicata sulla rivista Gut, andare incontro a frequenti fenomeni di stitichezza sarebbe associato a disturbi metabolici e infiammatori, nonché a disturbi neurologici come il morbo di Parkinson. Il team di nutrizionisti che ha condotto questa ricerca è stato coordinato dai professori Nicola Procházková e Henrik Roager dell’Università di Copenaghen. L’utilità di questa ricerca è quella di contribuire a sviluppare metodi sempre più efficaci per trattare le patologie legate proprio ai lunghi tempi del transito intestinale nei soggetti che soffrono di stitichezza.

Il ruolo del microbioma intestinale

Recenti studi avevano già dimostrato come il microbioma intestinale umano sia intrinsecamente legato alla salute e può essere influenzato da diversi meccanismi, dall’esercizio fisico alla dieta, fino alle malattie. Lo studio in questione ha avuto il merito di aver individuato nel tempo che i microbi trascorrono a contatto con le feci prima di raggiungere le vie respiratorie, un nuovo fattore scatenante che potrebbe causare gravi malattie. Tra i parametri che sono stati tenuti in considerazione spiccano anche la dieta, la composizione del microbiota e i metaboliti prodotti da questi microbi.

Conclusione

L’equipe di scienziati danesi ha dimostrato come le persone con tempi di transito intestinale più rapidi presentano microbiomi significativamente diversi rispetto a quelle con tempi di transito più lenti. I tempi più brevi sarebbero dettati da una dieta ricca di carboidrati e povera di grassi. I tempi di transito più lenti, invece, sarebbero caratterizzati da specie di microbi che prosperano con le proteine. Si creerebbe così un circolo vizioso in cui la specie dominante in ciascun ambiente rilascia metaboliti che mantengono lo status quo.

La velocità di transito delle feci, anche sulla scorta dei risultati di questo studio, dovrà diventare un parametro fondamentale nella selezione della dieta ideale e nella personalizzazione dei trattamenti che si adattano ad ogni organismo. “Includendo la misurazione del tempo di transito intestinale negli studi sul microbiota intestinale – hanno spiegato gli scienziati – è possibile approfondire la nostra comprensione dei legami tra microbiota intestinale, dieta e malattie”.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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