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Tonno in scatola e mercurio: quante volte si può mangiare a settimana senza correre rischi

Tonno in scatola e mercurio, quante volte si può mangiare a settimana senza rischi per la salute? La risposta

Tonno in scatola e mercurio: quante volte si può mangiare a settimana senza correre rischi
Tonno in scatola (foto Pixabay)

Il tonno in scatola è comodissimo ma attenzione a non esagerare con la frequenza dei consumi… Ecco quanto se ne può mangiare a settimana

Pochi alimenti sono così radicati nelle abitudini alimentari degli italiani come il tonno in scatola: costa poco, si conserva a lungo, è ricco di proteine e non richiede alcuna preparazione perché basta aprire la lattina. Per chi ha poco tempo da dedicare ai fornelli, o semplicemente cerca un modo rapido per mettere insieme un pasto nutriente, questo cibo rappresenta una soluzione perfetta e quasi automatica (non è un caso che sia diventato una delle fonti proteiche più consumate al mondo). Eppure, nonostante tutti questi pregi, il tonno nasconde un lato meno rassicurante che riguarda la presenza di mercurio, sostanza che se assunta in quantità eccessive, e nel tempo, può avere effetti negativi sull’organismo. Ecco quanto ne andrebbe mangiato a settimana per non incorrere in problemi di salute, come riportato da GreenMe.it.

Mercurio: dove si trova e perché è nocivo

Il mercurio è un metallo pesante presente naturalmente negli oceani, tuttavia le attività industriali umane ne hanno aumentato enormemente la concentrazione nelle acque marine. Una volta disperso, i batteri lo trasformano in metilmercurio, una forma altamente tossica che si accumula nei tessuti dei pesci attraverso la catena alimentare. Il tonno, in quanto grande predatore che si nutre di altri pesci, è uno degli animali marini con i livelli più alti di questo contaminante. L’esposizione prolungata al mercurio (o in dosi elevate) può danneggiare il sistema nervoso centrale e periferico. Le categorie più vulnerabili sono le donne in gravidanza e in allattamento oltre che i bambini piccoli, in quanto il metilmercurio può interferire con lo sviluppo neurologico del feto e dei bambini nelle prime fasi della crescita. Inoltre, anche per gli adulti sani la questione non va ignorata: il metilmercurio si accumula nell’organismo nel tempo e gli effetti si manifestano proprio con un’esposizione ripetuta e costante.

Le dosi consigliate

Per un adulto sano il consumo di tonno in scatola può arrivare fino a due volte a settimana in porzioni standard, mentre per le categorie più vulnerabili è consigliabile ridurre e variare. Vale anche la pena prestare attenzione alla specie riportata in etichetta: il tonnetto striato, il più comune nelle conserve, accumula meno mercurio rispetto al tonno bianco o al tonno pinna gialla, che vivono più a lungo e raggiungono dimensioni maggiori.

Le alternative al tonno

Chi mangia tonno quasi ogni giorno (abitudine più comune di quanto si pensi) dovrebbe valutare di sostituirlo, almeno in parte, con pesci piccoli come sgombro, sardine, acciughe e alici. Questi pesci offrono quantità di omega-3 pari o superiori a quelle del tonno, con livelli di mercurio nettamente più bassi e un impatto sull’ecosistema marino molto più contenuto.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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