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Tosse da reflusso, il Prof. Asti spiega come riconoscerla dai sintomi e come si cura

Tosse da reflusso gastroesofageo: sintomi da riconoscere, cause nascoste e cure efficaci per risolvere una tosse persistente

Tosse da reflusso, il Prof. Asti spiega come riconoscerla dai sintomi e come si cura
Foto PixaBay

Tutto ciò che c’è da sapere sulla tosse da reflusso: le spiegazioni del Professor Emanuele Asti

Non sempre una tosse che dura nel tempo ha origine nei polmoni: in alcuni casi può dipendere da un problema digestivo poco evidente ma molto diffuso. La cosiddetta tosse da reflusso è una manifestazione meno tipica del reflusso gastroesofageo, spesso difficile da individuare e per questo sottovalutata. A chiarire il quadro è il Professor Emanuele Asti, responsabile dell’Unità operativa di Chirurgia Generale e d’Urgenza e del Centro Esofago e Reflusso dell’IRCCS Policlinico “San Donato” di Milano, che ha spiegato su GruppoSanDonato.it come riconoscere questo disturbo e affrontarlo in modo corretto.

I sintomi

La tosse da reflusso si manifesta generalmente come una tosse secca e persistente che può andare avanti per settimane o addirittura mesi. Spesso compare in momenti ben precisi della giornata, ad esempio dopo aver mangiato, quando ci si sdraia oppure durante le ore notturne. Il disturbo si può presentare anche al risveglio. A complicare ulteriormente il riconoscimento è il fatto che può essere accompagnata da segnali poco specifici, come la sensazione di avere un nodo in gola o la necessità frequente di schiarirsi la voce. In alcuni casi si aggiungono raucedine o abbassamento del tono vocale. Il classico bruciore di stomaco può essere presente ma non è un sintomo costante: molti pazienti, infatti, non lo avvertono affatto. Proprio questa variabilità rende la diagnosi meno immediata e spesso ritardata.

Come si cura

Il trattamento della tosse da reflusso varia in base all’intensità del disturbo e alle caratteristiche del paziente, nella maggior parte dei casi si parte da interventi non invasivi. Le prime misure riguardano lo stile di vita: modificare l’alimentazione, evitare abitudini scorrette, migliorare la postura e ridurre fattori di rischio come il fumo può già fare una grande differenza. A queste indicazioni si affianca spesso una terapia farmacologica mirata a diminuire l’acidità gastrica e proteggere le mucose. Quando queste strategie non sono sufficienti, si possono prendere in considerazione soluzioni più avanzate, come trattamenti endoscopici o interventi chirurgici mininvasivi. L’obiettivo non è solo alleviare la tosse ma intervenire sulla causa che la genera.

Le cause

Alla base della tosse da reflusso c’è la risalita dei succhi gastrici dallo stomaco verso l’esofago e, nei casi più marcati, fino alla gola e alle vie respiratorie superiori. Questo fenomeno può provocare un’irritazione diretta delle mucose, che reagiscono attivando il riflesso della tosse. In altri casi, invece, entra in gioco un meccanismo più “indiretto”: il reflusso stimola specifici recettori nervosi presenti nell’esofago, innescando comunque la tosse anche senza una risalita evidente del contenuto acido. Si tratta quindi di un disturbo complesso che può manifestarsi in modi diversi e senza segnali tipici. Proprio per questo motivo, quando la tosse persiste a lungo e non si trovano spiegazioni respiratorie, è importante considerare anche un’origine gastroesofagea e rivolgersi a uno specialista per approfondire.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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