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Tumore del colon-retto, il dottor Valerio Panizzo spiega quali sono le cause e i sintomi da non ignorare

La diffusione del tumore del colon-retto, quali sono le cause, i sintomi cui prestare attenzione e come eseguire una diagnosi precoce

Tumore del colon-retto, il dottor Valerio Panizzo spiega quali sono le cause e i sintomi da non ignorare

La diffusione del tumore del colon retto

Come riporta grupposandonato.it, il cancro al colon-retto costituisce una delle principali sfide nel campo dell’oncologia in Italia: con un numero compreso tra 50.000 e 60.000 nuovi casi, si colloca come la seconda diagnosi più comune nel nostro Paese. Tuttavia, nonostante la sua prevalenza, oggi siamo in grado di individuare la malattia in modo sempre più tempestivo e di adottare trattamenti sempre meno invasivi per i pazienti. Di questo tema se ne parla con il dottor Valerio Panizzo, chirurgo generale dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale presso l’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, sotto la direzione del professor Davide Bona.

Le cause del tumore del colon-retto

Il carcinoma del colon-retto nasce dalla crescita incontrollata delle cellule nella mucosa del grosso intestino. Nella maggior parte dei casi, questo processo maligno deriva dalla trasformazione di un polipo adenomatoso, che è una lesione inizialmente non cancerosa e che non normalmente impiega dai 5 ai 10 anni per diventare un carcinoma. Il dott. Panizzo afferma che questo intervallo di tempo rappresenta un’importante opportunità clinica, poiché consente di intervenire in modo tempestivo prima che la lesione si trasformi in una neoplasia vera e propria, con effetti sistemici. Anche se lo screening ha contribuito a diminuire i casi tra gli anziani, si registra ora un allarmante incremento di diagnosi tra le persone sotto i 50 anni.

Fattore di rischio e stile di vita

La comparsa del carcinoma del colon-retto non è attribuibile a un solo comportamento, ma piuttosto è il risultato di un’infiammazione cronica della mucosa intestinale sostenuta da abitudini consolidate nel tempo. Anche la salute del microbiota riveste un ruolo cruciale nella prevenzione: il chirurgo spiega che quando parliamo di microbiota, ci riferiamo all’ampia comunità di microrganismi presenti nel nostro sistema digestivo, fondamentale per generare sostanze protettive necessarie per il benessere dell’intero organismo. Il dottor Panizzo aggiunge che le infiammazioni croniche e uno stile di vita poco salutare possono compromettere questo prezioso scudo naturale, aumentando il rischio di sviluppare polipi o tumori. Pertanto, per diminuire la possibilità di sviluppare il carcinoma del colon retto, è fondamentale adottare alcune misure:

  • incrementare l’assunzione quotidiana di fibre, per nutrire i batteri beneficiali del microbiota;
  • limitare il consumo di carne rossa e, in particolare, di cibi altamente processati contenenti conservanti, come nitriti e nitrati;
  • evitare il contatto con microplastiche e sostanze tossiche, come il fumo delle sigarette;
  • ridurre l’assunzione di alcol, che ha un effetto dannoso diretto sulla mucosa;
  • monitorare l’accumulo di grasso viscerale, un tessuto metabolicamente attivo che genera ormoni pro-infiammatori.

Familiarità ed ereditarietà

La storia familiare è un indicatore fondamentale. Il dottor Panizzo sottolinea che i pazienti con un familiare di primo grado con polipi intestinali o tumore devono seguire un protocollo di controlli più frequenti. Esistono anche sindromi genetiche specifiche, come la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e la Sindrome di Lynch, che necessitano di un monitoraggio clinico attento e precoce.

I sintomi da non ignorare

Il dottor Panizzo afferma che il tumore del colon-retto è definito un killer silenzioso poiché nelle fasi iniziali può essere asintomatico. Ma che, alcuni segnali devono spingere al consulto specialistico. I sintomi del tumore del colon-retto a cui prestare attenzione sono:

  • alterazione dell’alvo, ovvero cambiamenti persistenti (settimane) della regolarità intestinale, sia in senso stitico sia diarroico;
  • predita di sangue nelle feci, sia rosso vivo o scuro, esso non va mai sottovalutato o attribuito superficialmente a problemi emorroidari;
  • anemia e affaticamento, dovuti all’abbassamento dei livelli di ferro, causati da uno stillicidio ematico costante e non visibile.

Diagnosi precoce del tumore al colon-retto: screening e colonscopia

In diverse aree, il test per il sanguimento occulto nelle feci viene offerto senza costi a tutti gli abitanti sopra i 50 anni. Questo è uno strumento essenziale, ma per aumentare la sua efficacia, il dott. Valerio Panizzo suggerisce un consiglio tecnico utile: “L’ideale sarebbe fare una ricerca su 3 campioni consecutivi perché, così facendo, si ha una sensibilità e una specificità maggiore rispetto alla risposta“. Oltre ai programmi di screening, il processo di approfondimento clinico include esami diagnostici specifici, tra cui:

  • la colonscopia tradizionale, considerata il “gold standard” poiché consente di fare diagnosi e intervenire allo stesso tempo rimuovendo eventualmente i polipi. Il chirurgo spiega che con un solo esame si possa ottenere una diagnosi e, se necessario, intervenire nel caso in cui si trovi un polipo.
  • la colonscopia virtuale, che è un’ottima alternativa per coloro che non possono effettuare subito l’esame tradizionale. Il dottor Panizzo specifica che si tratta di una TAC che offre una ricostruzione speciale, permttendo di esplorare la mucosa dell’intestino crasso. Tuttavia, se vengono rinvenute lesioni, sarà comunque indispensabile eseguire una colonscopia tradizionale per le biopsie richieste.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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