I Nas dell’Asp di Cosenza stanno indagando per accertare la provenienza dei mitili
Sono 11 le persone rimaste intossicate a Ferragosto nel cosentino dopo aver mangiato una partita di cozze. I casi sono stati registrati nella città di San Lucido nel Tirreno Cosentino, dove i Nas stanno lavorando alacremente per tracciare e individuare la partita di mitili incriminata. Si tratta di persone che appartengono tutte allo stesso nucleo familiare, secondo quanto si apprende da fonti di stampa locale.
Le indagini in corso
Dopo la notizia dell’intossicazione legata al consumo di cozze, a San Lucido sono immeditamente scattate le procedure di indagine epidemiologica, al fine di individuare la provenienza e la tracciabilità del prodotto. Sono in corso anche le procedure di campionamento ed analisi batteriologica. Gli inquirenti adesso dovranno ricostruire la filiera alimentare cercando di individuare i lotti coinvolti anche per accertare l’eventuale correlazione tra il consumo dei molluschi e i casi segnalati.
Le misure diramate dall’Asp
Al fine di allertare la popolazione e di evitare il verificarsi di casi analoghi, il primo cittadino di San Lucido, Cosimo De Tommaso, ha emesso un’ordinanza urgente dopo la segnalazione dell’Asp, in cui si vieta tassativamente la vendita, la somministrazione e la commercializzazione di cozze e, se del caso, di altri molluschi vivi riconducibili ai lotti sospetti. Si tratta di un provvedimento emesso solo a scopo cautelativo per tutelare la salute pubblica.
I sintomi accusati dalle persone intossicate
Le indagini sono state coordinate dai Carabinieri del Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (Nas) coadiuvati dal reparto prevenzione della stessa Azienda sanitaria provinciale. Tutte le persone che sono state ricoverate presso l’ospedale di zona hanno accusato i sintomi caratteristici dell’intossicazione, vale a dire tachicardia o problemi cutanei.
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