Infezione da virus Toscana a Morrovalle, di cosa si tratta
Come riportato da ilrestodelcarlino.it, è stato accertato un caso si infezione da virus Toscana a Morrovalle, comune marchigiano che si trova nel maceratese. Di cosa si tratta? Il professor Guidio Favia che insegna parassitologia alla Scuola di bioscienze e medicina veterinaria e ricopre un ruolo di prorettore alla ricerca all’Università di Camerino, fornisce chiarimenti. Afferma che la scoperta di casi di Toscana virus non deve destare alcuna preoccupazione, in quanto il virus è presente da tempo in Italia e nella maggior parte degli individui causa infezioni lievi o addirittura nessun sintomi. Tuttavia, in una piccola percentuale di situazioni, il virus può colpire il sistema nervoso centrale, provocando forme neuro-invasive, come meningite o meningoencefalite. Ecco quali sono i consigli.
Come si trasmette il virus
L’esperto spiega che il virus Toscana viene trasmesso tramite la puntura dei flebotomi, insetti ematofagi noti anche come pappataci. La diffusione avviene durante il pasto di sangue delle femmine, che pungono per portare a termine lo sviluppo delle uova.
I sintomi
Il professor Guido Favia indica che la maggior parte delle infezioni negli esseri umani si manifesta in modo asintomatico oppure con sintomi lievi. Quando si manifestano, i sintomi più comuni includono febbre, mal di testa, sensazione di malessere, nausea e a volte vomito. L’esordio è generalmente repentino e, nella maggior parte dei casi, i sintomi si risolvono naturalmente nel giro di pochi giorni senza richiedere trattamenti specifici. In una percentuale ridotta di casi, il virus può interessare il sistema nervoso centrale, causando forme neuro-invasive, come meningite o meningoencefalite. Raramente si sono registrate anche neuropatie periferiche.
I rischi per l’uomo
L’esperto afferma che per la maggior parte delle persone, il pericolo si riduce a una malattia febbrile di breve durata o, in alcuni casi, a un’infezione che non provoca sintomi. Tuttavia, in una minoranza di casi, specialmente tra i soggetti a rischio, si possono verificare complicazioni neurologiche che necessitano di cure ospedaliere. Poi, aggiunge che è fondamentale evidenziare che la manifestazione di casi di Toscana virus non dovrebbe destare particolare preoccupazione. Il virus è presente nel nostro Paese da lungo tempo e nella maggior parte delle persone causa un’infezione lieve o addirittura senza sintomi. Gli viene chiesto se colpisce tutte le età e quali sono le conseguenze sui bambini. Il professor Favia precisa che l’infezione può interessare individui di ogni età, compresi i più giovani. Dati epidemiologici italiani dal 2016 al 2021 mostrano che l’età media dei pazienti è stata di 46 anni (con un intervallo di 0-89 anni), con una prevalenza maggiore tra i 20 e i 59 anni. Nei bambini, l’infezione tende ad essere di lieve entità o asintomatica, anche se, come negli adulti, possono presentarsi forme neurologiche, sebbene raramente.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Trattamento e prevenzione
Per quanto concerne la cura, l’esperto sottolinea che non esiste una cura antivirale specifica. La gestione è di supporto e mira ad alleviare i sintomi, prevedendo riposo, idratazione adeguata e, se necessario, farmaci per ridurre febbre e dolore. Nei casi in cui ci siano coinvolgimenti neurologici, potrebbe essere necessario il ricovero in ospedale. Parlando di prevenzione, il prof. Favia spiega che attualmente non ci sono vaccini o trattamenti preventivi specifici. Pertanto, la prevenzione si basa principalmente sull’evitare le punture dei pappataci. E’ consigliato usare repellenti per la pelle e indossare abiti che coprano braccia e gambe. Diversamente dalle zanzare, i pappataci sono insetti molto piccoli, dotati di un volo silenzioso, e sono attivi soprattutto dal tramonto fino all’alba. Per questo è importante, oltre all’uso di repellenti, limitare l’esposizione nelle ore serali e utilizzare zanzariere con maglie molto fini, poiché i flebotomi sono notevolemente più piccoli delle normali zanzare e riescono a passare attraverso maglie larghe.
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