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Vitamina D bassa, quali sono i sintomi e cosa fare

Che cos'è e a cosa serve la vitamina D. Quali sono i sintomi di una carenza e cosa fare

Vitamina D bassa, quali sono i sintomi e cosa fare
Foto PIXABAY

Vitamina D, cos’è

Come riporta humanitas.it, la vitamina D è un pro-ormone fondamentale per il buon funzionamento del corpo. Quando le sue concentrazioni nel sangue sono basse, possono verificarsi sintomi che coinvolgono soprattutto il sistema scheletrico e muscolare, ma non solo. E’ cruciale identificare tempestivamente una carenza e rimediare, per evitare problemi a lungo termine. Humanitas.it ne ha parlato con il professor Andrea Lania, che dirige l’Unità di Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

A cosa serve la vitamina D

La vitamina D regola il metabolismo di calcio e fosforo, elementi essenziali per mantenere la salute di ossa e denti. Durante l’infanzia, supporto lo sviluppo dello scheletro, mentre negli adulti aiuta il naturale processo di rimodellamento dell’osso. La principale sorgente di vitamina D è l’esposizione ai raggi solari, che avvia la produzione di colecalciferolo nella pelle. Durante i mesi invernali o in condizione di poca luce, la sintesi interna diminuisce notevolmente in termini di nutrizione, le fonti più significative comprendono pesci grassi come salmone, sgombro e tonno, l’olio di fegato di merluzzo, il tuorlo d’uovo e alcuni alimenti arricchiti come i cereali fortificati. Tuttavia, l’assunzione alimentare da sola di solito non è adeguata a soddisfare il fabbisogno giornaliero.

Vitamina D bassa: i sintomi

Il deficit di vitamina D può manifestarsi in modo subdolo: i sintomi potrebbero emergere nel corso di settimane o mesi e variano secondo l’età e la condizione di salute del paziente.

Astenia – Uno dei segnali iniziali è rappresentato da una stanchezza duratura e inspiegabile per altre ragioni. La carenza di vitamina D compromette la qualità del sonno, altera i circuiti dei neurotrasmettitori che controllano l’energia e provoca un aumento dei processi infiammatori, contribuendo a una sensazione costante di stanchezza.

Dolori muscolo-scheletrici – Bassi livelli di vitamina D sono correlati a un incremento dello stato infiammatorio generale, che può manifestarsi in dolori muscolari e articolari diffusi. In certe persone, questa situazione può favorire l’emergere o il peggioramento di forme di artrite, con rigidità e limitazioni nei movimenti quotidiani.

Infezioni ricorrenti – La vitamina D ha un effetto modulante sul sistema immunitario. La sua carenza di associa a una maggiore predisposizione alle infezioni respiratorie, come raffreddori e sindromi influenzali. Nei soggetti con malattie respiratorie persistenti, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la mancanza di vitamina D aumenta ulteriormente la vulnerabilità agli agenti patrimoniali.

Alterazione del tono dell’umore – La vitamina D gioca un ruolo fondamentale nella regolazione dei neurotrasmettitori che influenzano il tono dell’umore. Livelli insufficienti possono favorire l’insorgere di sintomi depressivi o intensificare una tendenza già presente. Il disturbo affettivo stagionale, che si manifesta solitamente nei periodi di minor esposizione al sole, è parzialmente legato alla ridotta produzione di vitamina D.

Rachitismo nei bambini – Nell’infanzia, la vitamina D è fondamentale per la corretta mineralizzazione delle ossa. Una grave carenza nei primi anni di vita può portare a rachitismo, caratterizzato da deformazioni ossee, fragilità ossea e dolori muscolari. Il rischio è maggiore nei bambini che hanno scarsa esposizione al sole o un apporto alimentare inadeguato di vitamina D.

Osteopenia, osteoporosi e rischio di fratture – Negli adulti, una carenza prolungata di vitamina D provoca un decremento graduale della densità minerale ossea, aumentando il rischio di sviluppare osteopenia e osteoporosi. Questo comporta una maggiore probabilità di fratture da fragilità, anche a causa di traumi minori.

Effetti cardiovascolari – La mancanza di vitamina D può influire anche sul sistema cardiovascolare. L’infiammazione che si verifica in situazioni di carenza sembra contribuire all’insorgenza di patolo gie cardiache e compromettere la funzionalità del cuore.

Carenza di vitamina D: cosa fare

Il primo step consiste nella valutazione dei livelli di 25-idrossivitamina D nel sangue attraverso un’analisi ematica. Se viene riconosciuta una carenza, il medico può consigliare un’integrazione con colecalciferolo, somministrato per via orale (gocce o compresse), dosato in base alla gravità della mancanza, all’età e alle condizioni di salute del paziente. E’ consigliabile abbinare all’integrazione una sufficiente esposizione al sole, e, quando possibile, prestare attenzione alle fonti alimentari di vitamina D. Riportare i livelli nella norma richiede settimane o mesi di trattamento regolare, ma contribuisce a ridurre i sintomi e a prevenire le complicazionmi organiche legate a un deficit prolungato.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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