L’aumento esponenziale dei costi delle memorie ha fatto impennare il prezzo di molti dispositivi Apple: ecco la presa di posizione del Ceo, Cook
Ormai da molti mesi a questa parte chi acquista sistematicamente i prodotti di Apple avrà notato un incremento dei costi molto sostenuto. A spiegare le ragioni di questa improvvisa impennata dei prezzi ci ha pensato Tim Cook, il CEO di Apple, intervenendo ad una conference call dedicata ai risultati finanziari del terzo trimestre fiscale 2026. Cook ha spiegato a chiare lettere che questo aumento dei prezzi è giustificato dal contingente aumento del costo delle memorie che hanno subito notevole rincari a livello globale. Una crescita dei prezzi dettata dal boom di richieste provenienti dalle aziende che operano nel segmento dell’IA.
Le spiegazioni di Cook
Una crescita dei prezzi che Apple è stata costretta ad applicare a malincuore per rispondere a questo aumento eccezionale e imprevedibile dei costi delle memorie. A Cook è stato chiesto quale sarà la strategia che le aziende intenderà adottare in futuro per fronteggiare l’aumento dei prezzi e se sarà ancora la priorità di Apple preservare il valore del profitto lordo oppure se si punterà a mantenere i livelli dei margini di profitto. Cook ha risposto che le valutazioni che verranno fatte dall’azienda si baseranno su vari parametri che tengono in considerazione i dati di vendita dei prodotti, i ricavi e i margini, per poi formulare una valutazione complessiva. Verrà poi fatto un ragionamento in un’ottica di lungo periodo che non si baserà su un orizzonte di tempo limitato a pochi mesi.
Le politiche per contenere i costi
Interrogato sul possibile aumento dei prezzi degli iPhone 18 Pro che verranno lanciati prossimamente (dovrebbe essere a settembre), Cook ha preferito glissare preferendo non sbilanciarsi sulle dinamiche future dei prezzi. Molto probabilmente l’aumento dei costi sarà contenuto anche perché, nonostante i costi più elevati delle memorie. Apple punterà a ridurre i costi sull’acquisto di altri componenti facendo anche leva sulle scorte di magazzino già accumulate nei mesi precedenti.
Gli aumenti recenti
Di fatto Apple negli ultimi mesi ha applicato dei rincari su molti prodotti di largo consumo con variazioni che oscillano tra il 15 e il 25 percento. Un incremento dei prezzi che è stato dettato dall’incremento dei prezzi dei microchip usati per la memoria. Notevole è stata l’impennata dei prezzi del modello più economico del MacBook Pro che è balzato da 2599 euro a 2999 euro. In crescita anche il modello base dell‘iPad balzato da 409 euro a 509 euro.
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