Le indagini condotte da una equipe di scienziati hanno permesso di individuare una lega metallica mai trovata prima
In quella tragica giornata del 6 agosto 1945 il mondo ha conosciuto gli effetti dell’arma più potente mai creata dall’uomo: la bomba atomica. Un’arma che generò una esplosione da 15 chilotoni che dilaniò la popolazione di Hiroshima polverizzando in pochi secondi tutto quello che si trovava nel raggio di decine e decine di chilometri, uccidendo sul colpo circa 80 mila persone. Bastarono pochi secondi per far evaporare ogni cosa a temperature superiori a 7.000 °C. Oltre a causare una carneficina, l’esplosione della bomba effettuò contemporaneamente una miscela di esperimenti incontrollati sui materiali.
Il lavoro dei geologi
In un granello di materiale recuperato dalle sabbie della baia di Hiroshima, una equipe di geologi coordinata dal geologo Luca Bindi dell’Università di Firenze ha individuato, nel corso di una ispezione, un minuscolo granello di lega metallica forgiato nelle circostanze dell’esplosione. Si tratta di microscopiche particelle che fanno parte di detriti radioattivi note come hiroshimaiti: minuscoli agglomerati di materiale vetroso che si sono formati in seguito alla vaporizzazione dei materiali e al successivo e rapido raffreddamento. Si tratta di minuscoli granelli che incorporano importanti tracce fisiche della palla di fuoco.
Cosa è stato ritrovato
Si tratta del risultato di combinazioni chimiche difficilmente riproducibili in condizioni normali, come ha avuto modo di spiegare lo stesso geologo, Luca Bindi, in una intervista rilasciata a Science Alert. Fra i granelli ritrovati è stata rilevata la presenza di numerosi frammenti microscopici di lega ferro-cromo. In particolar modo è stato ritrovato un grano contenenente quantità insolitamente elevate di silicio rispetto alle particelle metalliche circostanti, ricche di Fe-Cr. Un condensato di metalli da 10 micrometri in cui sono presenti ferro, cromo, silicio, nichel, molibdeno, manganese e alluminio. Attraverso una tecnica chiamata diffrazione di raggi X su monocristallo gli scienziati hanno scoperto che questo granello nasce da una combinazione di composizione chimica e struttura cristallina, che non corrisponde alle leghe industriali conosciute.
Conclusione
Gli scienziati hanno individuaato una disposizione degli atomi assolutamente inedita e mai vista prima, a conferma del fatto che l’esplosione atomica di Hiroshima ha forgiato metalli difficilmente riproducibili in laboratorio e mai visti sulla Terra. Nella sua struttura è stata individuata una disposizione cubica di atomi molto più complessa e altamente ordinata, chiamata struttura di tipo AlAu₄, derivata dalla struttura del beta-manganese. Probabilmente questa disposizione insolita deriverebbe, secondo gli scienziati, dalle intense condizioni dell’esplosione nucleare, mentre in condizioni normali si sarebbe formata solo una struttura più semplice raffreddandosi più lentamente. Il raffreddamento immediato che ne è conseguito dopo la vaporizzazione avrebbe prodotto questa lega metallica mai vista prima.
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