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Giovedì 19 Febbraio
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I batteri congelati per 5.000 anni potrebbero rappresentare l’antidoto contro i superbatteri

Il ceppo Psychrobacter SC65A.3 possiede grandi potenzialità anche nell'ottica dello sviluppo di antibiotici sempre più efficaci

I batteri congelati per 5.000 anni potrebbero rappresentare l’antidoto contro i superbatteri
Fonte foto PIXNIO

Riportare alla luce questi batteri ibernati da migliaia di anni potrebbe dare scacco matto ai batteri resistenti agli attuali farmaci

I microbatteri che sono rimasti a lungo ibernati in ambienti freddi anche per millenni potrebbero rappresentare la soluzione più efficace contro i batteri farmaco-resistenti. E’ questo il risultato di una ricerca pubblicata su Frontiers in Microbiologycondotta, effettuata da un team di esperti dell’Istituto di Biologia di Bucarest (IBB) dell‘Accademia Rumena, che ha studiato a fondo le potenzialità di alcuni batteri che sono stati estratti dalla grotta di ghiaccio di Scărișoara, in Romania e che sono rimasti conservati intatti per un periodo superiore ai 5 mila anni.

Le potenzialità di microbi congelati

Gli scienziati stanno valutando con attenzione il potenziale terapeutico di questi microbi sottoposti agli effetti di condizioni estreme dal punto di vista climatico e quindi capaci di adattarsi geneticamente al contesto in cui sono stati conservati a lungo. Proprio le temperature rigide, secondo gli scienziati, avrebbero stimolato la diversità nei loro microrganismi. Per questa ragione, potrebbero rappresentare una importante freccia nell’arco della scienza per vincere la sfida dell’antibiotico-resistenza.

Il parere degli esperti

Come ha avuto modo di spiegare la dottoressa Cristina Purcarea ( microbiologa dell’IBB), un ceppo batterico denominato Psychrobacter SC65A.3 isolato dalla Grotta di Ghiaccio di Scărișoara, ha evidenziato resistenza a numerosi antibiotici moderni e recherebbe con sé “oltre 100 geni correlati alla resistenza”. Gli scienziati, dopo aver analizzato questo ceppo, hanno subito compreso il potenziale impatto che potrebbero avere a livello biotecnologico poiché potrebbe “inibire la crescita di diversi importanti ‘superbatteri’ resistenti agli antibiotici”.

Come è stata condotta la ricerca

Dopo aver estratto questi batteri dalla grotta, avvalanedosi di una carota di ghiaccio di 25 metri, gli scienziati hanno isolato i ceppi batterici nel ghiaccio. Si è poi proceduto al sequenziamento del genoma per identificare quali geni fossero collegati alla sopravvivenza al freddo e all’attività antimicrobica. Attraverso questo sequenziamento si è scoperto che il ceppo Psychrobacter SC65A.3 possiede grandi potenzialità anche nell’ottica dello sviluppo di antibiotici sempre più efficaci. Ma non è tutto oro quello che luccica, anche perchè si potrebbe andare incontro al rischio che, se il batterio dovesse diffondersi, potrebbe condividere i suoi geni di resistenza ai farmaci con altri batteri.

Il percorso verso la realizzazione di nuovi antibiotici tramite questo batterio sarà piuttosto lungo e irto di ostacoli, ma rappresenta un primo passo anche per capire come gli ambienti congelati agiscano da serbatoi di geni di resistenza. La sponda per effettuare questi studi viene offerta anche dai cambiamenti climatici che stanno portando allo scongelamento di ambienti che per lungo tempo sono rimasti ibernati riportando alla luce migliaia di tonnellate di microbi rimasti a lungo dormienti. Adesso bisognerà capire come utilizzare questi batteri per combattere infezioni e malattie al momento non curabili a causa della resistenza ai farmaci attuali.

 

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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