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Domenica 24 Maggio
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Misteriosi terremoti si verificano in maniera sistematica in alcune aree del mondo: uno studio potrebbe aver svelato il motivo

Lo studio si svolto in diversi momenti tra il 2008 e il 2022 ed è stato effettuato avvalendosi di sismometri da fondo oceanico

Misteriosi terremoti si verificano in maniera sistematica in alcune aree del mondo: uno studio potrebbe aver svelato il motivo
La nuova scoperta sui terremoti

Le acque marine agirebbero da freno naturale in grado di contenere l’intensità della scossa

Molti scienziati negli ultimi anni si sono prodigati in studi approfonditi sulle faglie più attive del pianeta cercando di trovare quei modelli più precisi in grado di fornirci la spiegazione al motivo per il quale determinate tipologie di faglie sottomarine sono in grado di innescare terremoti con una frequenza molto maggiore rispetto ad altre. A conclusioni molto interessanti sono giunti alcuni ricercatori di Stati Uniti e Canada, in uno studio pubblicato su Science.

Cosa si è scoperto

Secondo questa equipe di ricercatori proprio le acque agirebbero come “freni” naturali per l’attività sismica. Si tratta di quel processo noto con il termine di “rafforzamento per dilatanza” e che si instaura quando l’acqua di mare si infiltra in profondità nella roccia proteggendo le stesse faglie dall’impatto violento di scosse di elevata magnitudo. I ricercatori hanno provato a svelare le ragioni per le quali le acque sono in grado di bloccare i terremoti in modo così efficace.

Come è stato condotto lo studio

Per dare una risposta a questo enigma i ricercatori hanno analizzato in maniera approfondita le dinamiche relative a due sezioni lungo la faglia trasforme di Gofar, una lunga fossa sottomarina che segna il confine tra le placche tettoniche del Pacifico e di Nazca, a ovest dell’Ecuador e in profondità sotto l’Oceano Pacifico. E’ stato trovato un modello che identificherebbe queste zone di barriera che agiscono come una sorta di “ammortizzatore” che stabilizza la roccia. Si tratta di placche che, come hanno spiegato gli stessi scienziati, scorrono l’una accanto all’altra a una velocità di circa 140 millimetri all’anno generando scosse di magnitudo 6 ogni cinque o sei anni.

Conclusione

Lo studio si svolto in diversi momenti tra il 2008 e il 2022 ed è stato effettuato avvalendosi di sismometri da fondo oceanico (OBS) collocati direttamente sul fondale marino per tracciarne il movimento. Questi strumenti altamente sensibili sono stati in grado di rilevare decine di migliaia di piccoli terremoti attorno a due terremoti principali. Dalle analisi è emerso come due segmenti della faglia di Gofar si sono mossi in maniera sincrona rilevando anche l’attività di ammortizzazione esercitata dalle zone di barriera che sono formate da complesse reti di piccole faglie che intercettano e assorbono le piccole scosse, prima che si verifichi l’evento di magnitudo elevatissima.

Si è visto come queste aree di barriera fungono da tampone ed espandendosi sono in grado di attrarre una maggiore quantità d’acqua che va a coprire gli spazi vuoti. Si genera così una variazioni di pressione che blocca la roccia impedendo ulteriori scivolamenti, bloccando di fatto l’intensificarsi del terremoto. Ecco la ragione per cui, in corrispondenza di queste faglie, le scosse sono di minore intensità rispetto all’energia che normalmente si sprigionerebbe se questa dinamica non esistesse. Attraverso questi studi si potranno in futuro trovare informazioni più precise sulle zone sismiche potenzialmente più pericolose del pianeta.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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