L’abolizione del cambio orario comporterebbe un notevole risparmio a livello energetico: ecco perchè potrebbe essere introdotto l’orario permanente
Il cambio orario potrebbe avere, almeno in Italia, le ore contate. Il ritorno dell’Ora legale che scatterà nell’ultimo weekend di marzo potrebbe rappresentare l’ultima modifica dell’orario che dovremo fare nella nostra vita. In Parlamento, infatti, è stato avviato l’iter per introdurre l’orario unico tutto l’anno. In poche parole il nuovo disegno di legge introdurrebbe l’ora legale permanente nel nostro paese per tutti i 365 giorni dell’anno.
L’iter in corso
L’atto di impulso per l’abolizione del cambio orario scaturisce dalla decisione della Commissione Attività Produttive di avviare un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale e sull’eventuale ricaduta economica e non, su determinati settori commerciali. Ad avviare questo iter sono state la Società Italiana di Medicina Ambientale, l’Associazione Consumerismo no profit e il deputato della Lega, Andrea Barabotti.
L’iniziativa del Parlamento Ue
Entro giugno 2026 l’attività della commissione dovrà giungere a conclusione. Nel 2019 il Parlamento Europeo dopo aver lanciato una consultazione a livello continentale sull’abolizione del cambio orario, decise di attribuire ad ogni singolo stato la facoltà di adottare la disciplina migliore, decidendo se mantenere il cambio orario oppure di introdurre l’orario permanente. Anche in Italia, attorno al 2020, si avviò la discussione per abolire il cambio orario, ma l’avvento malaugurato della pandemia portò le istituzioni a rinviare ogni discussione, rimandando la questione a tempi migliori.
I dati che confermano i vantaggi dell’orario permanente
L’indagine avviata dalla commissione scaturisce anche da recenti ricerche che hanno dimostrato come l’orario permanente possa rappresentare, nell’epoca moderna, uno strumento per risparmiare dal punto di vista energetico con notevole riflessi anche sull’economia del paese e sui bilanci delle famiglie italiane. Favorevole all’orario permanente anche la Società Italiana di Medicina Ambientale, secondo la quale, con l’ora legale le emissioni di CO2 in atmosfera si riducono tra 160.000 e 200.000 tonnellate in meno all’anno. Anche Terna, la società italiana operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, ha dato il proprio parere positivo sostenendo che l’ora legale nell’ultimo anno ha comportato una riduzione dei consumi di energia elettrica per oltre 12 miliardi di kWm.
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