L’allerta non rappresenta una previsione del terremoto ma una previsione del suo possibile impatto nelle aree più lontane dall’epicentro
Il recente sisma che ha devastato il Venezuela ha riportato in auge il tema complesso della prevenzione. Se è vero che un terremoto non può essere previsto, esistono dei sistemi evoluti che possono aiutare le persone a mettersi in salvo poco prima della scossa vera e propria. Si è parlato molto in questi giorni dell’utilità del servizio di “Allerta Terremoto” di Google presente sui telefoni con versione Android 10 e successive. Molti venezuelani hanno ammesso di essersi avvalsi di questo servizio per mettersi al riparo poco prima che la scossa raggiungesse l’apice di scuotimento degli edifici.
Su cosa si basa il sistema
Si tratta di un sistema che impiega un mix integrato di servizi e dispositivi quali GPS e accelerometri presenti sullo smartphone. Il servizio è in grado di identificare i primi segnali di un sisma e di avvisare l’utente del pericolo che sta correndo. Per attivare questa funzione basta accedere alle impostazioni Android, utilizzando poi la barra di ricerca interna e scrivere allerta terremoto. Il servizio funziona solo ed esclusivamente se è attivata anche la posizione del telefono.
Come funziona l’allerta
Quando il sistema evidenzia un movimento compatibile con un sisma, i dati vengono inviati ai server di Google. I primi segnali non sono altro che le cosiddette “onde P” che sono quelle che si propagano inizialmente prima di un sisma violento e che precedono l’intensificarsi della scossa. È proprio in questo momento che il servizio invia l’allerta all’utente che da quel momento in poi avrà pochi secondi per uscire da un ambiente a rischio o per ripararsi sotto un tavolo. Il sistema è congegnato in maniera tale che i telefoni che si trovano vicino all’opicentro facciano da sensori a beneficio di quelli più lontani che ricevono l’avviso.
I due sistemi di allerta
Va chiarito il fatto che l’allerta terremoti non prevede un sisma ma viene emessa quando la scossa è già iniziata e non ha ancora dispiegato i suoi effetti distruttivi. I benefici maggiori di questo servizio sono appannaggio di coloro che si trovano più distanti dall’area epicentrale e che hanno un maggior lasso di tempo per ripararsi. Il servizio si articola in due differenti notifiche. La prima è quella dell’allerta “Pro attenzione” che viene attivata nel caso di scosse lievi e che non interrompe in modo invasivo l’uso del telefono. L’allerta “Azione” invece si attiva nel caso di terremoti più forti. In questo caso lo smartphone emette un suono riconoscibile e insistente. Vengono inviati messaggi all’utente in cui lo stesso viene invitato a mettersi al riparo e a proteggersi. Si tratta di un sistema attivo in molti paesi, ma non ancora fruibile in Italia.
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