La tecnologia di monitoraggio non si basa sulla previsione dei terremoti ma sfrutta il fatto che le prime onde prodotte: ecco come funziona
Il devastante sisma che ha colpito il Venezuela nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2026 ha “testato” con una certa attendibilità la validità dei sistemi di allerta sismica applicati ai sistemi Android. Secondo il parere di tante persone che sono riuscite a mettersi in salvo, l’allerta di Google sarebbe stata provvidenziale per prendere le adeguate contromisure prima della forte scossa. In realtà, secondo il parere gli esperti, l’allerta dei telefoni non avrebbe anticipato il sisma ma sarebbe scattato a scossa già iniziata almeno da pochi secondi.
Quando rappresenta un aiuto e quando è inefficace
Di fatto il sistema di allerta ha diramato l’emergenza 30 secondi prima delle onde sismiche più forti, ma non avrebbe anticipato l’evento stesso come riportato da alcune fonti di stampa. Il sistema di allerta si basa sul fatto che le onde sismiche iniziali di un forte sisma, dette anche onde P, sono molto più lievi dal punto di vista dell’energia sprigionata, e molto più veloci rispetto alle successive onde S che sono molto più distruttive e che fanno oscillare di più le strutture. Per chi si trova nell’area epicentrale, queste allerte arrivano solo con pochissimi secondi di anticipo e pertanto sono pressoché inutili, mentre per chi vive in zone più distanti dall’epicentro possono rappresentare un valido aiuto, riuscendo ad anticipare anche di 15 secondi l’arrivo di onde sismiche più forti e più distruttive.
Come funziona il sistema di allerta
Il sistema di allerta sfrutta quegli strumenti che sono in grado di misurare il moto del suolo e che possono anticipare l’intensità dello scuotimento in corso. Poiché la trasmissione del segnale digitale è molto più rapida rispetto alla velocità di propagazione delle onde telluriche, ecco che questi sistemi di allerta possono anticipare di qualche secondo il picco del sisma. Va ricordato che il sistema Android Earthquake Alerts è stato sviluppato da Google in partnership con il laboratorio sismologico dell’università di Berkeley.
La peculiarità del sisma venezuelano
Nel caso del terremoto in Venezuela che si è manifestato con due forti scosse in rapida sequenza, a distanza 39 secondi l’una dall’altra, la dinamica del doppio sisma ha aiutato gli utenti Android a mettersi in salvo qualche secondo prima dell’arrivo della scossa più forte. Insomma, sarebbe stata la peculiare evoluzione geologica dell’evento a rendere questi strumenti scientifici molto utili. In altri casi questi sistemi di allerta, soprattutto per gli utenti che si trovano nelle zone in prossimità dell’epicentro di una forte scossa, possono rivelarsi del tutto inefficaci perché non vi sarebbe un margine di tempo idoneo ad aiutare l’utente a mettersi in salvo con sufficiente anticipo.
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