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Giovedì 17 Settembre
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Una equipe di medici cinesi affida la gestione di una clinica oculistica all’IA: ecco i risultati

I risultati di questa sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine

Una equipe di medici cinesi affida la gestione di una clinica oculistica all’IA: ecco i risultati
Oculsita IA

Un progetto supervisionato da esseri umani con esiti molto confortanti

Massimizzare l’utilizzo dell’IA anche in ambito sanitario potrebbe favorire la scoperta di nuove cure e nuovi strumenti per aumentare l’aspettativa di vita degli esseri umani. Proprio per questa ragione, una equipe di ricercatori cinesi guidato dal Beijing Visual Science and Translational Eye Research Institute (BERI), ha deciso di affidare all’IA la gestione di una clinica oculistica. Un progetto supervisionato da esseri umani, ma che ha comportato l’impiego dell’Intelligenza Artificiale in molto ambiti della clinica con risultati sorprendenti che sono stati resi noti sulla rivista scientifica, Nature Medicine.

I risultati

L’impiego dell’IA all’interno della clinica ha riguardato la pre-visita, i follow-up del paziente, incluse le fondamentali scansioni oculari. Seppure in una fase iniziale, come hanno spiegato gli esperti, il tassso di identificazione di patologie oculari come glaucoma e degenerazione maculare senile, è stato molto basso, i livelli di accuratezza sono aumentati in modo significativo quando oftalmologi esperti hanno fornito al sistema 1.426 immagini di scansioni oculari di alta qualità, correttamente etichettate con le relative patologie.

Le tecnologie applicate

E’ stata applicata una metrica diagnostica standardizzata chiamata AUROC per diagnosticare patologie oculari. Attraverso questa procedura l’accuratezza delle diagnosi è risultata superiore a 0,93 impiegando i dati di addestramento aggiornati. Si tratta di un risultato sovrapponibile ad altri sistemi di scansione all’avanguardia. Gli esperti, sulla scorta dei risultati ottenuti, hanno concluso che l’efficacia degli algoritmi è subordinata alla qualità dei dati, all’interazione con i flussi di lavoro e al coinvolgimento dei medici, oltre all’esigenza di avere feedback regolari e rapidi da parte dei medici.

Conclusione

Si è trattata sostanzialmente di una sperimentazione su piccola scala che però ha dato dei risultati confortanti dimostrando che si può conciliare l’approccio dell’IA basato su algoritmi con quello dei medici, che si focalizzano invece sui sintomi, facendo però una doverosa precisazione. Disporre di un’IA capace di analizzare con precisione le immagini diagnostiche non comporta automaticamente una più accurata assistenza al paziente. La sfida da vincere in futuro è quella di applicare l’IA per velocizzare il flusso di lavoro clinico migliorando, al contempo, la salute dei pazienti con diagnosi sempre più accurate e tempestive.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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