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Lunedì 16 Febbraio
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Federica Brignone, perché la campionessa non voleva scendere nella seconda manche del gigante alle Olimpiadi

Federica Brignone conquista la sua seconda medaglia d'oro olimpica, tuttavia stava per ritirarsi prima della seconda manche del gigante: ecco perché

Federica Brignone, perché la campionessa non voleva scendere nella seconda manche del gigante alle Olimpiadi

Federica Brignone strepitosa nel gigante alle Olimpiadi Milano Cortina 2026… ma ha rischiato di non partecipare alla seconda manche! Ecco cos’è successo

Federica Brignone ha scritto una delle pagine più incredibili dello sci alpino conquistando, ieri, la medaglia d’oro nel gigante alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, pochi giorni dopo aver già trionfato nel SuperG. La sciatrice valdostana, a 35 anni, ha dimostrato ancora una volta la sua grandezza sportiva e mentale, tornando al vertice mondiale nonostante un infortunio gravissimo subito pochi mesi prima. La Brignone aveva riportato una frattura multipla alla tibia sinistra con interessamento del ginocchio, lesione complessa che aveva messo seriamente in dubbio la sua carriera e reso difficilissimo anche il recupero quotidiano. Eppure, contro ogni previsione, non solo è tornata in gara in tempi record ma ha addirittura conquistato due ori olimpici che hanno lasciato tutti senza parole. Solo dopo la vittoria è emerso un retroscena sorprendente: la campionessa azzurra aveva seriamente rischiato di non prendere parte alla seconda manche decisiva. Ecco cos’è successo, come riportato da FanPage.it.

I “mostri interiori”

Dopo aver completato la prima manche, la Brignone si sarebbe ritrovata sola con i suoi pensieri, in quelle ore sospese che separano una discesa dallìaltra. L’attesa, il silenzio e la consapevolezza che tutti si aspettavano qualcosa da lei hanno iniziato a pesare in modo sempre più forte. La sciatrice ha raccontato che proprio quel tempo di attesa ha fatto emergere paure profonde, alimentate anche dal ricordo dell’infortunio e dal lungo percorso di recupero. La tensione accumulata era sì fisica ma soprattutto mentale, una pressione difficile da gestire anche per un’atleta abituata alle grandi competizioni. La Brignone ha cercato di allontanare questi pensieri lavorando con il fisioterapista, sciogliendo i muscoli e chiudendo gli occhi per recuèerare la concentrazione. La paura non era della gara in sé ma di tutto ciò che essa rappresentava: il ritorno dopo il dolore, il confronto con i propri limiti e la possibilità di fallire.

Il momento più difficile

La situazione è diventata ancor più critica poco prima della seconda manche quando la sciatrice ha vissuto un momento di forte crisi emotiva. La campionessa ha confessato di aver avuto la sensazione che tutto stesse per crollare e, per un attimo, ha pensato seriamente di non partire descrivendo quella fase come uno stato di massima allerta, simile alla paura estrema, in cui il corpo e la mente reagiscono in modo incontrollabile. Per trovare la forza di reagire Federica Brignone ha dovuto compiere un gesto estremo su sé stessa, nel tentativo di rompere quel blocco mentale e costringersi a restare focalizzata sull’obiettivo. Solo una volta scesa in pista è riuscita a liberarsi completamente, ritrovando quella lucidità che l’ha sempre contraddistinta. Il boato del pubblico al traguardo ha segnato la fine di quel tormento interiore.

Il podio e l’omaggio delle rivali

Alle spalle di Brignone si sono classificate la svedese Sara Hector, seconda, e la norvegese Thea Louise Stjernesund, terza. Il loro gesto subito dopo l’arrivo ha colpito il pubblico e raccontato meglio di qualsiasi parola il significato dell’impresa dell’azzurra; entrambe, infatti, si sono inchinate davanti a lei in un momento che entrerà nella storia dello sport italiano. Un tributo spontaneo che ha reso ancor più iconico il trionfo di Brignone, definito “fuori dalla portata degli esseri umani” anche dal commentatore Paolo De Chiesa.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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