
Nell’ultima settimana registrata una sessantina di scosse, mentre continua il sollevamento
L’ultima bollettino di monitoraggio dei Campi Flegrei emesso dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha confermato ancora una volta la tendenza al sollevamento del suolo che non si arresta dal 2005 a oggi e che negli ultimi vent’anni ha toccato quota un metro e mezzo circa. Il dato in questione prende come riferimento il punto più alto in cui si trova la stazione di monitoraggio, vale a dire quello del Rione Terra.
I dati dell’ultima settimana
Dall’aprile del 2025 ad oggi il suolo si è sollevato ancora di circa 1,5 cm al mese. Una progressione comunque considerata nella norma in questa fase caratterizzata da un intensa attività bradisismica. Nello specifico, nella settimana che va dal 18 al 24 agosto, l’ultimo bollettino ha registrato circa 60 terremoti, un dato in netta crescita rispetto ai dati diffusi nel bollettino precedente. La scossa più intensa si è verificata il 23 agosto con una magnitudo di 2.4.
I dati sui flussi di CO2
Il bollettino diramato dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha anche registrato un aumento moderato dei flussi di CO2 provenienti dal suolo. Un dato che sostanzialmente ricalca i valori che si registravano mediamente prima della fase di flessione registrata nell’ultima settimana. La temperatura media registrata è stata di circa 94 gradi centigradi, un valore che si avvicina molto al punto di condensazione del fluido fumarolico, come si legge nella stessa nota diramata dall’Istituto nazionale di geofisica vulcanologia.
La composizione dei gas
Uno dei dati significativi che è stato reso noto di recente è la composizione chimica dei gas che fuoriescono dalle varie fumarole dei Campi Flegrei. Secondo la valutazione degli esperti, il magma a grande profondità immagazzinerebbe in modo efficiente la CO2. Secondo questi dati è probabile che il serbatoio di magma sia unico e si trovi a profondità maggiori. Questo non include eventuali intrusioni di magma più vicino alla superficie. Di fatto il sollevamento del suolo, secondo la tesi degli esperti, non sarebbe da addebitare alla risalita di magma, ma tutto ciò non esclude il rischio che in futuro possa verificarsi un’eruzione di rilevanti proporzioni.
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