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Martedì 4 Agosto
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Terremoto ben avvertito in Toscana, il sismologo Meletti: ”E’ un fenomeno…”

Terremoto oggi in Toscana, scossa di magnitudo 4.3 vicino Pisa: ecco cos'ha svelato il sismologo INGV Carlo Meletti

Terremoto ben avvertito in Toscana, il sismologo Meletti: ”E’ un fenomeno…”
Sistemi di allerta sismica

La scossa di magnitudo 4.3 registrata questa mattina a Pisa è stata avvertita in buona parte della Toscana: ecco cos’ha spiegato il geologo e sismologo INGV Carlo Meletti

Oggi, martedì 4 agosto 2026, la zona a ovest di Pisa è stata scossa da un terremoto di magnitudo 4.3, evento che gli esperti definiscono “tutt’altro che ordinario” per il territorio italiano. La scossa è stata percepita distintamente in una porzione molto vasta della regione, complice la vicinanza dell’epicentro al capoluogo. E ora cosa succede? A fare chiarezza sull’accaduto è stato Carlo Meletti, geologo e sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, intervistato da Michele Del Ben nella trasmissione “Mezzogiorno in Punto” su Punto Radio.

Le parole di Meletti

Carlo Meletti ha svelato di aver vissuto in prima persona il momento della scossa, trovandosi proprio in città quando la terra ha tremato: “l’ho avvertito chiaramente, pur essendo in piedi e in movimento“, ha dichiarato. Il sismologo ha poi precisato che le segnalazioni sono arrivate da un’area estesa, dalla Spezia alla Versilia, fino a Firenze, a conferma della portata notevole del terremoto. Secondo l’esperto, terremoti di questa magnitudo non sono affatto la norma nel nostro Paese: in media se ne registrano una decina all’anno su tutto il territorio nazionale, il che rende la scossa pisana un episodio di rilievo.

La Torre di Pisa e le vibrazioni

Interpellato sulle condizioni della Torre di Pisa, Meletti ha risposto con una battuta, ricordando che “il monumento è lì da quasi mille anni, è nata anche un po’ storta, ma finora non ha mai avuto problemi“. Il sismologo ha poi chiarito un aspetto tecnico importante: gli edifici alti e snelli come la Torre non reagiscono automaticamente a ogni terremoto, in quanto sono sensibili solo a determinate frequenze delle onde sismiche e non sono necessariamente più vulnerabili di una costruzione ordinaria. Riguardo al boato avvertito insieme alla scossa, Meletti lo ha definito “un fenomeno del tutto normale“, paragonando la superficie terrestre che vibra alla pelle di un tamburo.

Monitoraggio costante

L’evento è stato localizzato a circa 8 chilometri di profondità, valore che secondo Meletti rientra pienamente nella sismicità tipica di questa parte dell’Appennino dove le scosse si collocano solitamente tra gli 8 e i 12 chilometri. Sulla base dei dati disponibili lo sciame sismico sembrava già in fase di attenuazione, tuttavia il monitoraggio dell’INGV prosegue per tenere sotto controllo il fenomeno.

Marco Reda

Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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