Non è raro assistere a due fenomeni sismici ravvicinati e molto potenti: ecco perchè succede
Nelle ultime ore si è intensificata l’attività sismica in quella area del pianeta considerata più a rischio dal punto di vista tettonico per via della complessa struttura delle faglie. Sono state ben cinque le scosse registrate nel cosiddetto “Anello di fuoco” di intensità che varia da moderata a intensa, con il picco di magnitudo 7.5 registrato in Venezuela dove si sono verificate nell’arco di pochi secondi ben due scosse di magnitudo superiore a 7.0 che hanno causato morte e devastazione.
Sismi collegati o pura coincidenza?
A distanza di poche ore dalle due scosse registrate in Venezuela, in Giappone si è verificata una scossa di magnitudo 7.0 che non ha causato danni importanti. Nonostante entrambi i paesi rientrino nella stessa area dal punto di vista sismico, le scosse non sono collegate tra loro perchè hanno interessato faglie molto distanti e non correlabili. Si tratta solo di una pura coincidenza dettata dal fatto che nell’Anello di Fuoco si verificano il 90% delle scosse che vengono registrate nel mondo. Mentre la scossa in Venezuela scaturisce dallo scontro tra le placche caraibiche e quelle sudamericane, la scossa avvenuta in Giappone è stata originata da una zona tettonica totalmente diversa.
Due scosse ravvicinate, ecco perchè può accadere
Le due scosse che hanno devastato il Venezuela rappresentano sicuramente una rarità. Non è frequente che si verifichi una “doppietta” di sismi di magnitudo superiore a 7.0 in rapidissima sequenza. L’attività sismica in quella zona del pianeta è riferibile ad un sistema di faglie trascorrenti tra cui la Faglia di Boconò che si trova in un punto di intersezione tra la placca Sudamericana e quella Caraibica. Una faglia che in passato ha generato altre scosse altrettanto violente e devastanti come quella del 26 marzo 1812 che colpì Caracas e che ebbe una magnitudo 7.7, quindi ancora più forte di quelle registrate pochi giorni fa in Venezuela.
I precedenti
Due terremoti fortissimi in rapida sequenza si sono già verificati proprio di recente in Turchia e in Siria nel 2023, quando due scosse di magnitudo circa magnitudo 7.7 interessarono l’area della East Anatolian Fault, con 9 ore di differenza e a 90 chilometri di distanza, causando una strage. Nonostante possa apparire un fatto insolito, le scosse violente e ravvicinate vengono considerate dalla sismologia un fatto che rientra nella normalità sismica. Questo fenomeno sarebbe dettato da scaglie che si accavallano una sull’altra, in piani di scorrimento profondo. Ed è altrettanto normale che dopo le scosse principali possano verificarsi altre numerose scosse di varia entità (il cosiddetto sciane sismico) causate dalla necessità di un assestamento del sistema di faglie dopo l’avvenuta rottura.
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