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Mercoledì 4 Marzo
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Terremoto M 4.4 in provincia di Catania, l’esperto INGV spiega: “La scossa può essere collegata al movimento del magma dell’Etna in risalita…”

Terremoto di magnitudo 4.4 a Ragalna alle prime luci dell’alba: ecco cos'ha svelato l'esperto dell'INGV Salvo Gambino

Terremoto M 4.4 in provincia di Catania, l’esperto INGV spiega: “La scossa può essere collegata al movimento del magma dell’Etna in risalita…”
Sismografo. Immagine repertorio, fonte foto: ansa.it

Violenta scossa all’alba nel Catanese con epicentro a pochi chilometri da Ragalna: ecco le rivelazioni dell’esperto INGV Salvo Gambino

Il risveglio di oggi per migliaia di cittadini dell’area etnea è stato segnato da una forte scossa di terremoto registrata alle prime ore del mattino. Il sisma, di magnitudo 4.4, si è verificato intorno alle ore 7 con epicentro a circa 3 chilometri da Ragalna e a una profondità di quasi 4 chilometri. Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente anche a Catania e in diversi comuni della provincia, spingendo molte persone a lasciare le abitazioni per precauzione. In via preventiva il Sindaco di Catania Enrico Trantino ha disposto la chiusura delle scuole cittadine. A poche ore dall’evento, il Dottor Salvo Gambino, esperto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha fornito a Qds.it alcuni chiarimenti sulla vicenda.

Il parere del Dottor Gambino

Secondo quanto spiegato dal Dottor Gambino, si è trattato di un evento sismico con caratteristiche particolari, non facilmente classificabile in modo rigido come sussultorio o ondulatorio. La magnitudo 4.5, pur rientrando nella categoria dei terremoti moderati, assume un peso diverso in un contesto come quello etneo dove la presenza del vulcano rende la dinamica geologica più complessa. L’epicentro, localizzato a breve distanza da Ragalna e a una profondità di circa 3,8 chilometri, indica un fenomeno superficiale, percepito in maniera netta dalla popolazione. L’esperto non esclude un collegamento diretto con l’attività dell’Etna. In particolare, il sisma potrebbe essere legato alla risalita del magma, che esercitando pressione verso l’alto provocherebbe movimenti e fratture nella crosta terrestre. In quest’ottica, la scossa rappresenterebbe una risposta meccanica del territorio alla spinta interna del vulcano, dinamiche comunque non nuove in quella zona.

Sciame ancora attivo

Dopo la scossa più intensa sono stati registrati numerosi altri terremoti, comunque di minore entità, e lo sciame sismico è ancora in corso. Secondo l’INGV, fino a poche ore dopo il terremoto si contavano almeno una ventina di repliche tutte di intensità inferiore rispetto alla prima. Le squadre tecniche si sono recate immediatamente nei centri più vicini all’epicentro per verificare eventuali danni strutturali. Al momento, dalle prime ricognizioni, non risultano criticità gravi né crolli significativi anche se ci sono numerose crepe da controllare.

Il contesto sismico siciliano

La Sicilia orientale è una delle aree a più alta sismicità d’Italia, proprio per la presenza dell’Etna e per la complessa interazione tra placche tettoniche nel Mediterraneo. Eventi come quello di oggi rientrano in un quadro geologico ben noto agli studiosi, anche se la loro intensità può variare nel tempo. L’ultimo episodio paragonabile risale al 26 dicembre 2018, quando una forte scossa colpì l’area etnea provocando danni più consistenti. Il monitoraggio costante dell’INGV e delle reti di sorveglianza consente di seguire in tempo reale l’evoluzione dei fenomeni.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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