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Le costellazioni satellitari e la loro influenza sull’astronomia: quali i danni e quali i possibili rimedi?

Il rapporto SatCon1 si concentra sull'influenza delle costellazioni satellitari sull'astronomia, con danni per i programmi scientifici che richiedono osservazioni al crepuscolo. Quali le possibili soluzioni?

Le costellazioni satellitari e la loro influenza sull’astronomia: quali i danni e quali i possibili rimedi?
I danni delle costellazioni satellitari sull'astronomia e le possibili soluzioni - Foto Pixabay
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  • Le costellazioni satellitari e la loro influenza sull’astronomia: quali i danni e quali i possibili rimedi?

    I satelliti in orbita sono sempre di più ed è proprio su questo che si è concentrato un gruppo internale di esperti, tra cui alcuni dipendenti dell’Eso, che ha prodotto un nuovo metodo che esplora metodi per affrontare l’impatto delle grandi costellazioni di satelliti, i loro danni e i possibili rimedi. L’astronomia ottica e infrarossa, come si legge su Inaf.it, sarà modificata radicalmente dalle grandi costellazioni di satelliti luminosi in orbita terrestre bassa e potrebbero quindi influenzare l’aspetto notturno per gli osservatori. Leggi anche Il satellite Spaceway-1 potrebbe esplodere a breve a causa di un guasto alle batterie

    L’impatto maggiore sui programmi scientifici con osservazioni al crepuscolo

    L’impatto maggiore dei satelliti in orbita bassa, stando al rapporto, sarà sui programmi scientifici che richiedono osservazioni al crepuscolo: tra questi gli studi per la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra ma anche le controparti in luce visibile di fugaci sorgenti di onde gravitazionali. Le interferenze prodotte dai satelliti in orbita al di sotto dei 600 km saranno limitate, ma è diverso il discorso per i satelliti ad altitudini maggiori, che possono essere illuminati durante tutta la notte in estate e per gran parte della notte nelle altre stagioni. Leggi anche Sulla Luna saranno costruite intere città all’interno dei tubi di lava? Ecco come sarà possibile

    Attenzione particolare sulle costellazioni ad altitudini maggiori

    Proprio le costellazioni ad altitudini maggiori, come quella a 1.200 km progettata da OneWeb, potrebbe avere gravi conseguenze negative per molti programmi di ricerche ma anche influenzare la vista dei cieli per astrofotografi, astronomi dilettanti e altri amanti della natura. Esistono, però, possibili rimedi, o comunque modi per mitigare i danni provocati all’astronomia: l’invito agli operatori è quello di lanciare meno satelliti, dispiegarli ad altitudini inferiori, rendere più scuro il veicolo spaziale o utilizzare delle coperture per oscurare le superfici riflettenti e controllare l’altitudine di ogni satellite per riflettere meno luce sulla Terra. Leggi anche Marte, ok le manovre delle sonde di NASA, Cina ed Emirati Arabi per raggiungere il pianeta “rosso”

  • Quali sono i possibili rimedi

    E non è tutto: la stessa comunità astronomica potrebbe contribuire aiutando gli operatori a capire quali siano i limiti inferiori per la luminosità dei satelliti e calcolare l’efficacia dei diversi modi per diminuire tale luminosità. È richiesto, inoltre, un supporto da parte degli osservatori per sviluppare uno strumento per rimuovere o mascherare le tracce dei satelliti e i loro effetti nelle immagini astronomiche e di uno strumento per calcolare le traiettorie dei satelliti ed evitarli.

  • Lo studio pubblicato pochi mesi fa dall’Eso

    Il rapporto è stato formulato in seguito all’incontro virtuale SatCon1 organizzato da NoirLab che ha visto riuniti più di 250 scienziati, ingegneri, operatori satellitari e altre parti interessate. Solo pochi mesi fa l’Eso ha pubblicato uno studio di Hainaut e Williams sull’impatto dei satelliti sull’astronomia, considerando un totale di 18 costellazioni satellitari. Saranno presto valutati i costi di questi sforzi di valutazione, mentre un nuovo incontro, SatCon2, è pianificato entro la prima metà del 2021.

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Biagio Romano

Classe '93, napoletano di nascita, interista di fede. Scrivo sul web da quando avevo 16 anni: prima per hobby, poi per lavoro. Curioso di natura, amo le sfide (soprattutto vincerle). Mi affascinano il mondo dell'informazione e quello della comunicazione.

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