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METEO – CORONAVIRUS e gli effetti COLLATERALI sulle previsioni: totale CAOS modellistico, ecco perché

METEO - La diminuzione del traffico aereo grazie all'emergenza CORONAVIRUS compromette l'affidabilità delle previsioni del tempo, ecco come

Coronavirus - Foto Pixabay
Coronavirus, Foto Pixabay
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  • L’emergenza coronavirus non è solo italiana

    E’ ormai passato quasi un mese e mezzo da quando l’Italia ha avuto a che fare con il primo caso conclamato di coronavirus, entrando di fatto nel clou di questa emergenza che alla fine si è scoperta essere non solo italiana, ma europea se non globale. Con l’ultima emissione del bollettino ormai quotidiano delle 18, i contagiati totali in Italia risultano essere 124.632, scavalcata proprio oggi dalla Spagna che ne conta 124.736, scalando dunque al 3° posto come Paese più contagiato al mondo.

    I modelli fisico-matematici per “prevedere” inseriscono alcuni dati in input

    Quello che probabilmente non tutti sanno è che affinché i modelli dei principali centri di calcolo funzionano e si inizializzino, essi necessitano di numerosi dati in input. Questi dati in input comprendono osservazioni satellitari, dati delle stazioni meteorologiche distribuite in tutto il Pianeta, osservazioni dei palloni sonda (radiosondaggi) e anche dati forniti dalle osservazioni aeromobili. Quest’ultime in particolare stanno venendo meno.

    Meno dati in input rendono le previsioni più superficiali e approssimate

    Con la diminuzione del traffico aereo a causa dell’emergenza coronavirus in Europa, a farne le spese è soprattutto il centro di calcolo ECMWF, che riscontra in questi giorni di conseguenza una carenza di dati in input. Ciò non impedisce al centro di calcolo di svolgere regolare funzione, ma di farlo in maniera meno efficiente. Meno dati in input infatti, rendono le previsioni più superficiali e approssimate, perdendo di affidabilità quindi soprattutto nel medio-lungo termine, ma poco preciso anche nel breve.

  • ECMWF pensa ai possibili rimedi

    Stando dunque a quanto si afferma nel relativo sito “ecmwf.int” i fisici del principale centro di calcolo inglese stanno pensando a possibili rimedi che possano colmare questa mancanza di dati forniti dagli aeromobili. Si pensa di introdurre un maggior numero e una maggiore frequenza di palloni sonda (radiosondaggi) e di dislocarli spazialmente in maniera più strategica, oppure di dare maggiore importanza ai dati satellitari.

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Salvatore Russo

Sono un appassionato di meteorologia fin da quando ero poco più che un bambino, diplomato al Liceo Scientifico nel 2017 sto affrontando gli studi di Ingegneria Informatica all'Università di Roma Tre. Durante questi anni ho gestito diverse pagine Facebook riguardanti la meteorologia, facendo inoltre l'articolista a livello amatoriale di un portale meteo. Sono amante del clima mite, ma vado pazzo per i fenomeni estremi e per la neve, principale causa della mia passione.

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