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STRATOSFERA – Intenso WARMING all’orizzonte, ripercussioni sull’EUROPA con GELO e NEVE?

STRATOSFERA - Intenso WARMING all'orizzonte, ecco i possibili effetti e gli scenari previsti

STRATOSFERA - Intenso WARMING all'orizzonte, ripercussioni sull'EUROPA con GELO e NEVE?
temperatura prevista a 10 hPa a 240 ore; fonte immagine: NOAA
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  • L’emissione odierna del modello matematico americano Gfs, propone e conferma importanti movimenti nell’alta stratosfera. Un intenso riscaldamento sembrerebbe infatti prendere corpo dall’area siberiana per poi trasferirsi a quella canadese, ruotando di fatto intorno al freddissimo vortice polare decentrato ad Est rispetto al Polo. Un movimento importante che potrebbe suggerire un brusco cambio di asse del VP entro i primi giorni di febbraio. Il tutto infatti sembra avere genesi a partire dalle 250-260 ore, per poi svilupparsi rapidamente e pilotare una sostanziale modifica dell’attuale assetto.

    Uno sbilanciamento del VPS sull’area siberiana, qualora trasmesso anche alle latitudini più basse, aprirebbe di fatto una fase invernale molto importante per il comparto europeo. Freddo, neve in pianura e venti gelidi interesserebbero molte nazioni coinvolgendo in parte anche l’Europa centrale. Si tratta tuttavia ancora di un’ipotesi che necessiterà di conferme anche per il modello ECMWF, il quale però non entra ancora nel range temporale rispetto al modello americano GFS. Va ricordato comunque che l’attendibilità delle emissioni in alta stratosfera (10 hPa in questo caso) tende ad essere molto più elevata anche nel lungo termine, grazie all’assenza di variabili troposferiche più ”impegnative” come può risultare, ad esempio, l’orografia.

    STRATOSFERA - Intenso WARMING all'orizzonte, ripercussioni sull'EUROPA con GELO e NEVE?

    previsione a 5 hPa, fonte: NOAA

    I valori che si raggiungerebbero secondo l’emissione odierna di Gfs 00Z alla quota di 10 hPa (che corrisponde a circa 30.000 metri di altitudine) si aggirano tra i -24°C/-28°C. Nulla di significativo ma quanto basta per modulare l’asse del Vortice Polare Stratosferico (VPS) ed incidere così in modo più importante sulle sorti di un inverno ad oggi decisamente anomalo per le nostre lande.

  • Ripercorriamo però quanto avvenuto finora nei piani più alti dell’atmosfera, appunto, in stratosfera. Il vortice polare ha subito un veloce ricompattamento nei primi giorni del mese fino a permettere lo sfondamento della soglia del NAM (North Anular Mode), variabile che misura la stabilità della colonna d’aria lungo il Polo, a circa +2. Questo, secondo la statistica letteraria di B&D, potrebbe compromettere le sorti dell’inverno per i successivi 40-60 giorni, caratterizzati da una forte tensione zonale ed un periodo più caldo e stabile sul Mediterraneo.

  • Tuttavia, è lecito attendersi anche che il decorso stagionale faccia la sua parte nel mese di febbraio, andando così a diminuire i tempi previsti dalla statistica citata nella precedente pagina e favorendo un periodo decisamente più freddo sulle nostre lande. Quel che è certo comunque è che ad ora l’Inverno sulla nostra Penisola continua a latitare con i mesi di dicembre prima e gennaio poi che risultano fortemente al di sopra della media stagionale. Basterà un riscaldamento della portata che vi abbiamo descritto nella prima pagina di questo editoriale per far tornare il freddo e la neve in Italia?

  • Continuate a seguirci all’interno del nostro sito web per eventuali approfondimenti sulla fase evolutiva prevista nel nostro inverno.

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Brando Trionfera

il 20 Dicembre 2015 ho conseguito la laurea triennale in Scienze Geologiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma, pochi mesi dopo intraprendo l’avventura lavorativa al Centro Meteo Italiano. Negli anni successivi, parallelamente all’operato nel CMI che consiste nell’elaborazione di previsioni meteo grafiche, bollettini e articoli previsionali, continuo a seguire il percorso di studi magistrale in Geologia d’Esplorazione presso la stessa università. Ho conseguito la laurea il 26 Ottobre del 2018 con votazione di 110 e Lode dopo aver raccolto e rielaborato, per oltre un anno, dati sui terremoti nel Molise presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in ambito della mia tesi sperimentale.

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