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Artrite reumatoide, la Dott.ssa Renna spiega quali sono i sintomi e quando consultare uno specialista

Artrite reumatoide, ecco perché non va mai sottovalutata: i chiarimenti della reumatologa Daniela Renna

Artrite reumatoide, la Dott.ssa Renna spiega quali sono i sintomi e quando consultare uno specialista
Foto Wikimedia Commons

Tutto ciò che c’è da sapere sull’artrite reumatoide, illustrato dalla Dottoressa Daniela Renna

In Italia sono circa 400mila le persone alle prese con l’artrite reumatoide, una patologia infiammatoria cronica che nell’80% dei casi riguarda le donne. Non si tratta di un semplice fastidio articolare, bensì di una condizione che (se trascurata) può condizionare molto la vita quotidiana. La reumatologa Daniela Renna, impiegata presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care di Milano, ha spiegato nel dettaglio per Humanitas.it quali sono i sintomi di artrite reumatoide e come affrontarla.

I sintomi da riconoscere

L’artrite reumatoide colpisce tipicamente le piccole articolazioni di mani e piedi, coinvolgendone spesso più di una contemporaneamente. Il segnale più distintivo, ha spiegato la specialista, è un dolore di tipo infiammatorio (ben diverso da quello meccanico) che peggiora quando ci si riposa e tende ad attenuarsi muovendosi. A questo si accompagna una rigidità articolare particolarmente evidente al risveglio, che nei casi tipici supera i 45 minuti prima di allentarsi. Se l’infiammazione non viene affrontata in tempo, le articolazioni possono andare incontro a erosioni che sfociano in deformità permanenti.

Quando rivolgersi al medico

La Dott.ssa Renna ha aggiunto che nel momento in cui il dolore assume le caratteristiche infiammatorie descritte, accompagnato da gonfiore evidente alle articolazioni, è il momento di prenotare una visita reumatologica. Lì si potrà valutare il quadro clinico e prescrivere gli esami di laboratorio e strumentali necessari per arrivare a una diagnosi certa.

Cause e cure possibili

Tra i fattori di rischio riconosciuti figurano la familiarità, il fumo di sigaretta, una scarsa igiene orale e il sovrappeso, mentre l‘esordio si colloca solitamente tra i 40 e i 70 anni negli adulti. Sul fronte terapeutico, il Metotrexate resta il farmaco immunosoppressore di prima linea; in caso di intolleranza o inefficacia si ricorre ai farmaci biotecnologici, mentre FANS e brevi cicli di cortisone gestiscono le riacutizzazioni. Non si guarisce definitivamente ma la remissione clinica è un traguardo concreto e raggiungibile.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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