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Colesterolo alto, la Dottoressa Tiziana Ammaturo spiega quando va misurato e quali sono i livelli ottimali

Colesterolo alto: cosa succede quando non lo tieni sotto controllo e come interpretare i valori degli esami del sangue

Colesterolo alto, la Dottoressa Tiziana Ammaturo spiega quando va misurato e quali sono i livelli ottimali
Foto Pixabay

Il colesterolo alto mette a rischio la salute del cuore e delle arterie: la Dott.ssa Tiziana Ammaturo spiega tutto ciò che c’è da sapre

Il colesterolo è una sostanza lipidica naturalmente presente nel nostro organismo, indispensabile per il corretto funzionamento delle cellule. Tuttavia, quando i suoi livelli nel sangue superano determinate soglie, esso diventa uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, tra cui infarto e ictus. Il problema è che l’ipercolesterolemia non dà quasi mai sintomi evidenti, infatti si tratta di una condizione silenziosa che può aggravarsi nel tempo senza che la persona ne sia consapevole. Tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, attraverso esami periodici, è dunque una misura preventiva fondamentale. A fare chiarezza su come e quando misurarlo, e su quali siano i valori da considerare ottimali, è la Dottoressa Tiziana Ammaturo, cardiologa presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, che ha affrontato il tema su Humanitas.it.

Quando misurarlo

Secondo la cardiologa, nei soggetti considerati a basso rischio cardiaco è opportuno eseguire il primo controllo del colesterolo intorno ai 40 anni. Tuttavia, alcune condizioni richiedono di anticipare e intensificare i controlli: tra queste rientrano il diabete, il sovrappeso, il fumo, la pressione arteriosa elevata e una storia familiare di malattie cardiache. La decisione su quando iniziare lo screening andrebbe sempre discussa con il proprio medico di base, poiché i tempi variano in base alla storia clinica individuale. Va tenuto presente, inoltre, che esiste una forma geneticamente determinata della malattia, nota come ipercolesterolemia familiare o ereditaria, legata a specifiche mutazioni del DNA che predispongono a livelli elevati di colesterolo fin dalla giovane età. In questi casi il monitoraggio deve iniziare in modo ancor più precoce.

I valori ideali

Attraverso un semplice esame del sangue è possibile misurare il colesterolo totale, la quota LDL (comunemente chiamata colesterolo “cattivo”) e la quota HDL, ovvero il colesterolo “buono”). I risultati vengono espressi in milligrammi per decilitro e consentono di valutare il grado di rischio cardiovascolare del paziente. Per il colesterolo totale il valore ottimale è inferiore a 190 mg/dL, mentre per il colesterolo LDL la soglia desiderabile scende sotto i 55 mg/dL. Il colesterolo HDL, al contrario, dovrebbe mantenersi al di sopra dei 40 mg/dL, poiché svolge un’azione protettiva favorendo la rimozione del colesterolo in eccesso dal sangue. Valori di LDL compresi tra 55 e 69 mg/dL indicano un rischio basso, mentre si parla di rischio moderato tra 70 e 99 mg/dL. Sopra i 100 mg/dL il rischio diventa elevato o molto elevato, e in questi casi è indicato ridurre il livello basale di almeno il 50%.

Stile di vita e alimentazione

Quando il colesterolo risulta alto, il primo intervento consigliato riguarda l’alimentazione. È utile ridurre il consumo di grassi animali come burro, lardo, panna e insaccati, preferendo l’olio extravergine di oliva, e limitare alimenti come uova, frattaglie e formaggi grassi. Pesce, legumi, cereali, frutta e verdura (almeno cinque porzioni al giorno) dovrebbero invece essere la base della dieta quotidiana. Anche le tecniche di cottura fanno la differenza: bollitura, vapore e griglia sono preferibili alla frittura. Oltre alla tavola, contano molto anche le abitudini di vita: praticare almeno mezz’ora di attività aerobica al giorno, smettere di fumare e raggiungere un peso corporeo sano sono passi decisivi per ridurre il rischio cardiovascolare.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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