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Martedì 8 Settembre
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Crampi notturni: le possibili cause e i rimedi spiegati dalla dottoressa Elisa Casabianca

Crampi notturni frequenti, le possibilli cause e le cure indcate dalla dottoressa Elisa Casabianca

Crampi notturni: le possibili cause e i rimedi spiegati dalla dottoressa Elisa Casabianca
Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com

I crampi notturni

Come riportato da humanitas-sanpiox.it, i crampi che si manifestano di notte possono avere varie origini. Solitamente si risolvono nel giro di pochi minuti, ma se il crampo è provocato da un problema circolatorio venoso, è importante affrontare la causa per prevenire di essere disturbati nel sonno dai crampi e per non trascurare un potenziale problema venoso. Di questo argomento, ne hanno discusso con la dottoressa Elisa Casabianca, specialista in angiologia e chirurgia vascolare presso Humanitas San Pio X.

Le cause dei crampi notturni frequenti

I crampi notturni che si manifestano frequentemente in una o entrambe le gambe, specialmente se accompagnati da formicolio, senso di pesantezza e gonfiore degli altri, possono essere generati da un malfunzionamento delle valvole venose. Queste valvole, presenti nelle vene, hanno il compito di facilitare la risalita del sangue venoso verso il cuore per essere ossigenato. Con il passare del tempo, a causa di fattori come l’età, la vita sedentaria, il fumo, la predisposizione genetica, il sovrappeso, la stipsi cronica e alcune professioni che richiedono di stare in piedi a lungo, la funzionalità delle valvole venose di certe vene può diminuire, portando a un accumulo di sangue localizzato. Questo accumulo causa un incremento della pressione venosa e una diminuzione dell’ossigenazione nei tessuti, dal momento che il sangue venoso stagnante non riesce a risalire attraverso le vene degli arti inferiori. Di conseguenza, si può sviluppare una condizione nota come insufficienza venosa, che si verifica con crampi dovuti alla scarsa ossigenazione dei muscoli, i quali si contraggono, insieme alla comparsa di capillari e piccole vene bluastre (teleangectasie), varici o vene varicose. La presena di capillari sulla pelle è una condizione generalmente benigna, ma rappresenta un’indicazione di un problema nella circolazione venosa e linfatica che non dovrebbe essere trascurato.

Rimedi per i crampi dovuti da un problema della circolazione venosa e linfatica

Quando i crampi derivano da un problema nella circolazione venosa e linfatica, le terapie mirano ad affrontare e risolvere la causa principale e a fermare l’avanzamento della malattia venosa. Di conseguenza, è essenziale un consulto con l’angiologo e il chirurgo vascolare per fare una valutazione del sistema nervoso e delle valvole venose attraverso un’ecocolor doppler, oltre al sistema linfatico. In base a questa analisi e allo storia clinica del paziente, il medico determina il trattamento. Generalmente, oltre a interventi specifici, la terapia può includere l’uso di calze compressive che lo specialista prescrive in base alla diagnosi e al modo di vivere del paziente, insieme a integratori contenenti flavonoidi provenienti dai frutti di bosco e cumarine, per ridurre i sintomi e migliorare il tono delle vene.

Rimedi per i crampi dovuti ad altre cause

In presenza di teleangectasie e capillari superficiali, il trattamento principale consiste in iniezioni sclerosanti o l’uso di laser. Per quanto riguarda le vene varicose, spesso collegate alla vena safena, la cura è di tipo chirurgico, specialmente per prevenire complicanze come flebiti, ovvero l’infiammazione delle pareti venose che può portare alla formazione di trombi. L’intervento per le varici ha conosciuto notevoli cambiamenti rispetto a un tempo; i metodi attuali sono conservativi. Non si pratica più lo stripping della safena, bensì si affronta esclusivamente la parte malata senza estrarre la safena dalla gamba. Questi interventi si svolgono in day hospital, con anestesia locale e senza necessità di incisioni, impiegando sonde e radiofrequenza per l’ablazione della safena. In questo modo, è possibile risolvere il problema delle varici, occludendo la sezione malata in cui il sangue non circolerà più e impedendo così la crescita di nuove varici, mantenendo il normale flusso di sangue all’interno della vena. Quando si tratta di piccole aree, è possibile ricorrere a iniezioni sclerosanti che, una volta iniettate nel segmento patologico della vena, provocano infiammazione e chiusura della stessa.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

Carmine Orlando

Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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