In cosa consiste il distacco della retina
Come riporta humanitas.it., distacco della retina rappresenta una delle emergenze oculari più gravi ed è una delle principali ragioni di cecità. Può colpire individui di diverse fasce d’età e avviene quando uno strato della retina, che è essenziale per la visione, si stacca portando con sé i vai sanguigni coroideali che forniscono ossigeno e nutrienti all’occhio. Solo dopo 48 ore dal distacco inizia la morte cellulare, causando una progressiva perdita della vista: la prognosi è più difficile se la parte distaccata è quella centrale, cioè la macula, o se intercorre un lasso di tempo eccessivo tra l’insorgere dei sintomi e l’inizio delle cure. Nei casi più estremi, l’occhio affetto da distacco della retina potrebbe rimanere permanentemente cieco. E’ per questo che la condizione deve essere trattata rapidamente, fin dai primi segnali.
Il distacco della retina: le cause
Il distacco della retina può occorrere a causa di:
- Liquefazione del corpo vitreo e distacco posteriore del vitreo (DVP). Questi sono processi associati all’invecchiamento e alla naturale evoluzione dell’occhio. L’accumulo di liquido (umor vitreo), che con l’età subisce modifiche nella sua consistenza, diventa più fluido o può ridursi, causando il sollevamento della retina nelle aree in cui si presenta più sottile. Questi cambiamenti sono caratteristici del distacco della retina regmatogeno;
- Degenerazione di tipo palizzato. Questo comporta una forte aderenza del vitreo ai margini retinici, che può facilmente portare a un distacco della retina;
- Pseudofachia. Questo può accadere in seguito a un intervento di cataratta e rappresenta un elemento di rischio per il distacco della retina;
- Traumatismi e ferite (distacco della retina essudativo);
- Diabete (distacco della retina tradizionale);
- Malattie infiammatorie (distacco della retina essudativo);
- Malattie ereditarie come la sindrome di Marfan e la sindrome di Ehlers-Danlos;
- Tumori (distacco della retina essudativo)
Altri fattori di rischio per il distacco della retina includono:
- Età superiore ai 50 anni;
- Precedente distacco di retina in un occhio che può aumentare le probabilità che si distacchi anche nel secondo occhio
- Familiarità
- Casi di miopia molto elevata
- Interventi chirurgici agli occhi (per esempio rimozione della cataratta)
- Disturbi dell’occhio come retinoschisi e uveite.
I sintomi del distacco della retina
Il distacco della retina non genera dolore ma è sempre preceduto da determinati segnali:
- Apparizione inaspettata di mosche volanti e piccole macchie scure che si muovono davanti agli occhi (miodesopsie);
- Lampi di luce inaspettati in uno o entrambi gli occhi (fotopsia);
- Scotoma, ovvero una macchia scura o un’ombra che oscura una porzione del campo visivo e che si espande nel tempo;
- Diminuzione progressiva della visione periferica totale (laterale).
I trattamenti per il distacco della retina
La terapia per il distacco della retina deve essere avviata il prima possibile, al fine di prevenire che nel tempo si verifichino: perdita totale della vista, atrofia del bulbo oculare oppure, in alcuni casi, insorgenza di un glaucoma neovascolare.
I trattamenti comuni includono:
- Fotocoagulazione con laser argon. L’obiettivo del trattamento è quello di generare una cicatrice attorno alla frattura, in modo da impedire l’ingresso del liquido nello spazio sottoretinico.
- Quando il distacco interessa un’ampia porzione della retina, è necessario un intervento chirurgico. L’operazione per il distacco di retina viene condotta sotto anestesia locoregionale o generale e prevede fondamentalmente due metodi.
- Ab-esterno: chirurgia episclerale che non prevede l’ingresso nell’occhio. Questo approccio implica l’applicazione di cerchiaggi o pesi sulla sclera, che aiutano a ridurre le trazioni e a chiudere le fratture retiniche.
- Ab-interno: la virectomia. Qui si procede alla rimozione del vitreo (il gel presente all’interno dell’occhio) e, con l’uso di tamponi, si stabilizza e sostiene la retina distaccata fino alla completa cicatrizzazione. In alcuni pazienti, è previsto un secondo intervento chirurgico qualche mese dopo il primo per rimuovere i tamponi. Questo intervento, al giorno d’oggi, viene realizzato con tecniche chirurgiche minimamente invasive e accessi di circa 0,5 mm.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
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