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Dito a scatto, la dottoressa Laura Frontero spiega quali sono i sintomi, come si diagnostica e si cura

In cosa consiste il dito a scatto; quali sono i sintomi, la diagnosi e le possibilità di cura secondo la dottoressa Laura Frontero

Dito a scatto, la dottoressa Laura Frontero spiega quali sono i sintomi, come si diagnostica e si cura
Foto Wikimedia Commons

Dito a scatto, di cosa si tratta

Come riporta santagostino.it, il concetto di dito a scatto fa riferimento a un’irregolarità che interessa l’articolazione tra i tendini e le guaine che li avvolgono. In condizioni normali, questi tendini si muovono senza difficoltà all’interno delle guaine, permettendo un movimento fluido delle dita. Negli individui che soffrono di dito a scatto, si manifesta una situazione in cui il tendine flessore rimane bloccato dentro la guaina sinoviale mentre si muovono. Questo porta a una momentanea incapacità di estendere o piegare completamente il dito interessato. Quando il tendine finalmente si sblocca, si avverte come se il movimento fosse accompagnato da uno scatto all’interno della guaina. Il termine clinico utilizzato per indicare il dito a scatto è: tenosinovite stenosante dei tendini flessori della dita.

I sintomi

Come riporta Humanitas.it, la dottoressa Laura Frontero, Chirurgo della mano in Humanitas, spiega che nella fase iniziale della patologia, il paziente avverte soltanto dolore, al quale si aggiunge con il tempo il caratteristico scatto, fino a giungere all’impossibilità di flettere completamente il dito. Aggiunge che il dito a scatto, perciò, rappresenta una condizione che influisce direttamente sulla qualità della vita del paziente, sia a causa del dolore che della mobilità limitata del dito. L’esperta fa un esempio, spiegando che il paziente al mattino potrebbe scoprire di avere un dito bloccato, e per riuscire a muoverlo dovrà servirsi dell’altra mano. Peosegue dicendo che attività anche semplici, come affettare le verdure o sollevare e abbassare le tapparelle, possono generare un dolore intenso. Inoltre, cercare di aprire un dito che è rimasto piegato e fermo sarà sempre molto doloroso. La dottoressa Fontero afferma che nelle fasi più avanzate, il dito potrebbe anche non flettersi più, rimanendo in una posizione leggermente curva.

La diagnosi

La dottoressa Frontero sottolinea che per diagnosticare la tenosinovite stenosante non sono necessari esami: si tratta di una diagnosi clinica che si basa sull’osservazione, neiu casi in cui si manifesta, di un chiaro scatto insieme a dolore alla radice del dito.

Le possibilità di cura

L’esperta afferma che nelle prime fasi si possono utilizzare approcci non invasivi, come i supporti ortopedici, oppure, nelle fasi più acute, ricorrere a infiltrazioni di cortisone. Quando non si raggiungono i risultati desiderati o se la condizione è già progredita, è necessario procedere con un intervento chirurgico che risolve il problema. La specialista spiega che si tratta di una procedura poco invasiva, che richiede anestesia locale e dura circa 5 minuti. Il chirurgo pratica una piccola incisione alla base del dito e da lì accede alla prima puleggia attraverso la quale passa il tendine. Dopo l’intervento, viene bloccato il meccanismo che provoca l’infiammazione e il dito torna a muoverso normalmente.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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