Il dolore all’anca nei giovani sotto i quarant’anni può nascondere problemi articolari importanti: ecco quali
Il dolore all’anca viene spesso associato all’invecchiamento, tuttavia in realtà può comparire anche nei giovani e nelle persone sotto i 40 anni. Quando questo fastidio si presenta a quest’età, e soprattutto se persiste nel tempo, non dovrebbe mai essere ignorato. Dietro tale tipo di dolore, infatti, possono nascondersi disturbi più complessi che riguardano l’articolazione dell’anca, sintomi che non vanno assolutamente ignorati. Ecco quali sono, come riportato da GruppoSanDonato.it
I segnali principali
Uno dei primi campanelli d’allarme è un dolore all’anca che non tende a migliorare con il riposo o che, al contrario, peggiora durante l’attività fisica. In alcuni casi il fastidio può diventare sempre più intenso nel corso delle settimane o dei mesi. Un altro sintomo frequente è la rigidità (immotivata) dell’articolazione, soprattutto al mattino appena svegli o dopo essere rimasti seduti per molto tempo. Chi soffre di questo problema può avvertire difficoltà anche nei movimenti quotidiani più semplici: azioni come salire le scale, accavallare le gambe o piegarsi per allacciarsi le scarpe possono diventare complicate o dolorose.
Altri sintomi
In alcuni casi può comparire anche una leggera zoppia durante la camminata, segno che l’anca non riesce a sostenere correttamente il movimento. Alcune persone riferiscono anche la presenza di scrosci o rumori articolari quando muovono l’anca. Un altro segnale da non sottovalutare è il dolore che compare durante la notte, anche qui, senza una causa apparente. Quando questi sintomi diventano frequenti, o tendono a peggiorare, è consigliabile consultare subito uno specialista in ortopedia.
Come intervenire
Dopo una visita ortopedica il medico può richiedere alcuni esami diagnostici come radiografia del bacino, risonanza magnetica o, in casi specifici, TAC, in modo da valutare la struttura dell’articolazione e individuare eventuali alterazioni. Quando il disturbo è nelle fasi iniziali spesso si ricorre a trattamenti conservativi: tra questi rientrano la fisioterapia, utile per migliorare la mobilità dell’articolazione e rafforzare i muscoli che sostengono l’anca, e l’utilizzo di farmaci antinfiammatori per controllare il dolore. In alcune situazioni può essere indicata anche la magnetoterapia, soprattutto nelle fasi iniziali di alcune patologie. Se le terapie conservative non risultano efficaci lo specialista può valutare soluzioni chirurgiche mirate come l’artroscopia (intervento mininvasivo utilizzato in alcune condizioni articolari), le osteotomie periacetabolari nei casi specifici di displasia dell’anca e, nelle situazioni più avanzate, l’impianto di una protesi.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.