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Hantavirus, il dottor Olivier Le Polain (OMS) spiega perché i sintomi iniziali sono difficili da riconoscere

I sintomi iniziali dell'hantavirus sono difficili da riconoscere, questo è il pensiero del dotto Olivier Le Polain (Oms)

Hantavirus, il dottor Olivier Le Polain (OMS) spiega perché i sintomi iniziali sono difficili da riconoscere
Hantavirus

Mv Hondius, tre persone positive all’hantavirus

Lo sbarco degli ultimi passeggeri e di una parte dell’equipaggio della nave da crociera Mv Hondius, sulla quale sono emerse diverse infezioni da hantavirus, si è concluso lunedì sera 11 maggio 2026. Nelle giornate precedenti, la nave era approdata in Spagna, precisamente a Tenerife, nelle Isole Canarie: dopo aver sbarcato, i viaggiatori sono stati fatti salire su alcuni autobus militari, condotti all’aeroporto di Tenerife Sud e imbarcati su voli di rimpatrio per tornare nei loro Paesi d’origine. Ventisei membri dell’equipaggio sono rimasti a bordo per consentire alla nave di tornare nei Paesi Bassi, dove la Mv Hondius è registrata, affinché possa essere disinfettata. Tre persone sbarcate sono risultate positive: un cittadino americano, una donna francese e un individuo spagnolo. E’ quanto riporta today.it.

Rischio moderato e basso

Quello che ha infettato gli individui a bordo della nave è una variante particolarmente virulenta dell’hantavirus, noto come virus Andes. Questo può provocare manifestazioni cliniche molto serie, e circa il 40% delle persone colpite dalla malattia non sopravvive. In linea generale, gli hantavirus non si diffondono da una persona all’altra, ma si contraggono soltanto attraverso il contatto con escrementi, urine e saliva di roditori infetti. Tuttavia, c’è un dibattito in corso sulla possibilità che alcuni hantavirus possano trasmettersi direttamente da individuo a individuo, e il virus nAndes è incluso in questa categoria. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che il pericolo per le persone presenti sulla nave è moderato, suggerendo una quarantena di 42 giorni per ognun di loro. Invece, per la popolazione mondiale, il rischio è considerato basso, secondo quanto affermato dall’Oms. L’hantavirus, responsabile dell’infezione sulla nava da crociera, è più facilmente trasmissibile nel momento in cui iniziano a manifestarsi i primi sintomi. Questo è stato sottolineato dall’Oms, mettendo in evidenza l’importanza di isolare le persone in contatto. L’epidemia causata da questo raro virus ha già portato alla morte di tre persone e ha generato preoccupazione internazionale riguardo alla sua potenziale diffusione. Il dottor Olivier Le Polain, capo dell’Unità di epidemiologia e analisi per la risposta (Ear) dell’Oms, durante un approfondimento video pubblicato dall’agenzia sanitaria dell’Onu sui social, ha affermato che i primi stadi della malattia sono quelli in cui la possibilità di contagio è massima.

I primi sintomi difficili da riconoscere

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha suggerito che tutte le persone a bordo della nave che è arrivata domenica mattina nelle acque di Tenerife per lo sbarco debbano essere messe in quarantena per 6 settimane. Questo intervallo di tempo coincide con il periodo massimo di incubazione del virus Andes, il quale è al centro dell’epidemia ed è l’unico ceppo di hantavirus conosciuto per trasmettersi tra persone, che dura circa 42 giorni. In media, però, i soggetti infettati cominciano a manifestare i sintomi dopo circa tre settimane, ha chiarito Le Polain, evidenziando l’importanza di non attendere l’insorgenza dei sintomi per isolare coloro che potrebbero essere stati a contatto. La raccomandazione dell’Oms per la quarantena è dovuta al fatto che le persone possono essere contagiose fin dai primi stadi della malattia, ha ribadito l’esperto, aggiungendo che “a volte è anche un po’ difficile riconoscere i sintomi”, poiché i “sintomi iniziali potrebbero essere lievi, un po’ di stanchezza, magari una leggera febbre”, ma questi sintomi poi “a volte peggiorano”. Le Polain ha dichiarato che il lungo periodo di incubazione dell’hantavirus “significa che potremmo vedere nuovi casi nei prossimi giorni, forse anche la prossima settimana. Per questo motivo “dobbiamo rimanere vigili, assicurarci che ai primi segni e sintomi i casi vengano riconosciuti, isolati e curati”.

I giorni di quarantena

Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità emetta suggerimenti, spetta a ogni nazione applicare i protocolli sanitari che ritiene più utili. Da quando sono iniziate le operazioni di tracciamento dei contatti e il rimpatrio di passeggeri e membri dell’equipaggio della Mv Hondius, la maggior parte delle nazioni ha seguito le indicazioni dell’Oms e ha attuato quarantene di 42 giorni. Diversi Stati, come Italia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera e Grecia, hanno scelto un periodo di quarantena di 45 giorni, mentre Australia e Francia hanno comunicato periodi minimi di osservazione di tre e due settimane, rispettivamente, con possibilità di estensione. Negli Stati Uniti, invece, si è affermato che i 17 cittadini americani di ritorno non sarebbero stati necessariamente costretti alla quarantena, una scelta che il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito “rischiosa”, secondo quanto riportato dall’Afp. La nave presentava “un ambiente favorevole alla trasmissione. È un ambiente in cui le persone vivono insieme in uno spazio piuttosto chiuso – ha affermato Le Polain -. Ecco perché probabilmente assisteremo a una diffusione maggiore di quanto avremmo visto altrimenti”.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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