La tempesta perfetta dei virus respiratori può mettere a dura prova ospedali e pronto soccorso: ecco cosa potrebbe accadere a breve
Mentre l’attenzione mediatica verso la pandemia si è progressivamente ridotta, una nuova sfida continua a preoccupare gli esperti di sanità pubblica: la contemporanea circolazione di più virus respiratori. Secondo quanto evidenziato dal British Medical Journal, l’impatto combinato di influenza, Covid-19 e altre infezioni stagionali potrebbe esercitare una forte pressione su ospedali, pronto soccorso e servizi di emergenza, anche in assenza di una vera e propria pandemia. Per molti anni l’influenza stagionale ha rappresentato la principale minaccia respiratoria dei mesi freddi. Oggi però lo scenario è cambiato radicalmente. Alla tradizionale ondata influenzale si aggiungono il Covid-19, ancora presente con nuove varianti, e altri agenti patogeni come il virus respiratorio sinciziale (RSV), responsabile di numerosi casi tra bambini e anziani. Presi singolarmente, questi virus potrebbero risultare gestibili dai sistemi sanitari. Il problema nasce quando si diffondono contemporaneamente nella popolazione. In questa situazione si verifica una crescita significativa delle richieste di assistenza medica, dei ricoveri e degli accessi ai servizi di emergenza.
I sistemi sanitari sotto pressione
L’emergenza non riguarda soltanto il numero dei pazienti. Ogni persona che si presenta in ospedale con sintomi respiratori necessita infatti di accertamenti diagnostici, valutazioni cliniche e, in molti casi, di percorsi separati per ridurre il rischio di contagio. Da tutto ciò scaturisce un maggiore utilizzo di personale sanitario, un aumento dell’occupazione dei posti letto, esami diagnostici più frequenti, allungamento dei tempi di attesa e incremento della pressione sulle strutture territoriali. Quando il numero di casi cresce rapidamente, anche gli ospedali normalmente ben organizzati possono trovarsi in difficoltà. Anche i pronto soccorso che rappresentano la porta d’ingresso del sistema sanitario, sono spesso i primi a subire l’impatto delle epidemie stagionali. Nei periodi di maggiore diffusione delle infezioni respiratorie si registra un aumento degli accessi per:
- febbre elevata;
- difficoltà respiratorie;
- peggioramento di patologie croniche;
- complicanze cardiovascolari;
- disidratazione e debolezza nei soggetti fragili
La conseguenza immediata è il sovraffollamento delle sale d’attesa e il rallentamento della presa in carico dei pazienti.
Ambulanze sotto stress
Tra gli aspetti sottolineati dal BMJ emerge anche il ruolo cruciale dei servizi di ambulanza. L’incremento delle chiamate per problemi respiratori può determinare un utilizzo massiccio dei mezzi di soccorso. Quando le ambulanze restano impegnate per lunghi periodi nei trasferimenti o in attesa di trasferire il paziente all’ospedale, l’intero sistema rallenta. I tempi di risposta tendono ad allungarsi e questo può avere conseguenze anche per altre emergenze mediche come infarti, ictus o gravi traumi. Gli anziani restano i più vulnerabili. La fascia di popolazione maggiormente esposta continua a essere quella degli over 65, soprattutto in presenza di patologie croniche come:
- diabete;
- insufficienza cardiaca;
- broncopneumopatie;
- malattie renali;
- condizioni di immunodepressione.
Per questi soggetti una semplice infezione respiratoria può trasformarsi in una condizione clinica complessa che richiede il ricovero. Anche i bambini molto piccoli rappresentano una categoria vulnerabile, specialmente nei confronti del virus respiratorio sinciziale.
Le conseguenze indirette
Uno degli effetti meno visibili ma più gravi riguarda ciò che accade agli altri pazienti. Quando ospedali e reparti si concentrano sulla gestione dell’emergenza respiratoria possono verificarsi rinvii di interventi programmati ma non solo. Si può anche verificare uno slittamento di visite specialistiche, ritardi negli esami diagnostici e riduzione della disponibilità di posti letto per altre patologie. In altre parole, l’impatto delle epidemie stagionali non colpisce soltanto chi si ammala di influenza o Covid, ma anche migliaia di persone che attendono cure per problemi completamente diversi. La pressione sulle strutture sanitarie si può alleggerire abbassando il numero dei contagi adottando misure di buon senso come una igiene frequente delle mani, una maggiore attenzione ai sintomi respiratori, protezione delle persone fragili e utilizzo responsabile dei servizi di emergenza. In un contesto di popolazione sempre più anziana, il vero obiettivo della sanità moderna sarà evitare che una normale stagione influenzale possa mandare in tilt l’intero sistema sanitario.
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