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Long Covid: i sintomi che non scompaiono con la guarigione dalla malattia

Gli effetti collaterali del Long Covid sono alquanto destabilizzanti: ecco cosa può succedere all'organismo dopo che si guarisce dal coronavirus

Long Covid: i sintomi che non scompaiono con la guarigione dalla malattia
Foto Pixabay.com

Long Covid: i sintomi che non scompaiono con la guarigione dalla malattia

I sintomi di chi contrae la malattia derivante del Covid-19, non vanno via con la sua negativizzazione. Il primario di Pneumologia dell’ospedale Cà Foncello di Treviso, Micaela Romagnoli, sostiene che in metà dei casi registrati nella Marca a prescindere da una sintomatologia lieve o grave, si presenta una sofferenza di Long Covid. Nel 70% dei casi più gravi, le conseguenze sono anche di tipo neurologico: problemi del sonno, della concentrazione e della memoria.

Il Covid non è un’influenza

Questa deduzione va nettamente in contrasto con coloro che banalizzano la positività da coronavirus, paragonandola a una specie di influenza. I sintomi di quest’ultima scompaiono nel giro di pochi giorni. Gli effetti collaterali da long Covid non devono essere sottovalutati. In quasi due anni, continua il primario, si continuano a seguire 600 persone che hanno contratto il coronavirus. Oltre il 50% di quelli che avevano contratto la forma grave con febbre, perdita del gusto e dell’olfatto, a distanza di tre/sei mesi ancora presentano una certa spossatezza, astemia, persistente perdita dei sensi, problemi polmonari e respiratori, alterazioni della ventilazione. Questi soggetti con il passare di ulteriore tempo dovrebbero guarire del tutto, ma non ci sono sufficienti dati e studi nel merito, per dimostrarlo. Non è da escludere che possano essere destinati a fibrosi.

Il caso trevigiano

Effetti collaterali di tipo neurologico sono stati evidenziati anche a Treviso e inseriti in un recente studio lombardo. Una collega del primario Romagnoli, dopo aver contratto la forma grave della malattia, è tornata in reparto senza ricordare alcuni elementi dell’organizzazione del lavoro. Il numero dei ricoverati per Covid nel reparto suddetto corrisponde a un terzo di quello risalente all’anno precedente, ma su otto ricoveri solo un paziente è vaccinato e tra l’altro sono trascorsi oltre sei mesi dall’ultima dose di vaccino inoculata.

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Spingere sulle vaccinazioni

In base a quanto osservato e constatato, Micaela Romagnoli nella speranza che i ricoveri tornino a zero nel reparto, i disponibili sono 20, insiste sulla vaccinazione come unico modo per evitare anche gli effetti collaterali dal long Covid.

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Valerio Fioretti

Sono un fisico, meteo appassionato e meteorologo, scrivo da anni notizie sul web. Sono esperto di argomenti che riguardano sport, calcio, salute, attualità, alpinismo, montagna e terremoti.

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