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Martedì 15 Settembre
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Mangiare frutta al mattino ci fa ingrassare? Ecco cosa c’è di vero e come gestire i picchi glicemici

Secondo recenti studi scientifici la frutta si può mangiare a qualsiasi ora facendo dei doverosi distinguo: ecco tutti i dettagli

Mangiare frutta al mattino ci fa ingrassare? Ecco cosa c’è di vero e come gestire i picchi glicemici
Frutta (Foto: Dr Patricia MD)

Demonizzare la frutta non aiuta a gestire la risposta glicemica: ecco quali sono i falsi miti da sfatare

Secondo alcune convizioni che demonizzano il consumo di frutta al mattino, mangiare frutta appena alzati ci esporrebbe a picchi glicemici molto pericolosi per chi già soffre di glicemia alta. In realtà si tratta di una tesi infondata o che, comunque, non si basa su solide evidenze scientifiche. In realtà non esiste un momento preciso della giornata in cui l’organismo gestisce meglio (o peggio) gli zuccheri della frutta. Secondo recenti studi sarebbe invece fondamentale, anche per gestire i picchi glicemici, seguire una determinata sequenza nell’introduzione degli alimenti.

Le evidenze scientifiche

Secondo recenti studi, mangiare la frutta prima della componente più ricca di amidi, migliorerebbe la risposta glicemica, riducendo il rischio di picchi glicemici. Una recente ricerca avrebbe dimostrato come il semplice fatto di consumare una mela mezz’ora prima di un pasto a base di riso, ridurrebbe il picco di glucosio di circa il 30-33%. Questa abitudine avrebbe gli stessi effetti in qualunque momento del giorno, senza alcuna distinzione fra pranzo, colazione o cena.

Come controllare i picchi glicemici

Sulla scorta di questi studi, non sarebbe importante l’orario in cui si consuma la frutta, ma la sequenza degli alimenti. Bisognerebbe privilegiare proprio la frutta come pasto di apertura modificando l’ordine consueto che prevede invece il consumo di frutta alla fine di un pasto. In poche parole, se abbiamo intenzione di mangiare riso, cereali o altri carboidrati amidacei, sarebbe meglio mangiare una mela prima di ogni pasto per abbassare i picchi glicemici.

Conclusione

I risultati di questi studi dovrebbero, in ogni caso, essere presi con le pinze anche perchè sono stati condotti su un numero di partecipanti molto modesto. Va anche chiarito che, il fatto di ridurre un singolo picco glicemico, di per sé non può dimostrare miglioramenti o progressi nel controllo metabolico complessivo. Sarebbe importante analizzare i valori dell’emoglobina glicata, prima di capire realmente l’andamento dei picchi glicemici. Chi soffre di diabete o prediabete dovrebbe sempre cercare di consumare frutta intera, moderando le quantità di carboidrati e distribuendo i pasti in maniera regolare senza concentrarli in un periodo limitato di tempo. In ogni caso, al mattino, sarebbe sempre opportuno abbinare al frutto intero anche delle proteine o grassi buoni per abbassare i picchi glicemici.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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