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Occhio secco, il Dottor Fabrizio Camesasca spiega quali sono i sintomi, le possibili cause e come si cura

Occhio secco: tutto ciò che c'è da sapere su sintomi, cause e le cure illustrato dall'oculista Fabrizio Camesasca

Occhio secco, il Dottor Fabrizio Camesasca spiega quali sono i sintomi, le possibili cause e come si cura
Foto Pixabay.com

La sindrome dell’occhio secco. un disturbo che non bisogna mai sottovalutare, parola dell’esperto Fabrizio Camesasca

L’occhio secco è tra quei disturbi che in tanti tendono a minimizzare, almeno finché non inizia a condizionare la vita di tutti i giorni. All’inizio si manifesta come un fastidio leggero e sporadico, ma con il passare del tempo può trasformarsi in bruciore persistente, arrossamento, vista annebbiata e quella tipica sensazione di corpo estraneo, quasi di sabbia, negli occhi. A fare chiarezza su questo tema è il Dottor Fabrizio Camesasca, oculista alla guida dei centri medici Humanitas Medical Care di Milano, che ha ricostruito per Humanitas.it tutto ciò che c’è da sapere su questo disturbo, partendo dai campanelli d’allarme fino ad arrivare alle terapie oggi disponibili.

I segnali da riconoscere

Secondo lo specialista, i sintomi dell’occhio secco sono piuttosto tipici, anche se capita spesso che vengano ignorati o sottovalutati. Tra i più diffusi ci sono la sensazione di sabbia o di corpo estraneo, bruciore e prurito, arrossamento e, paradossalmente, anche una lacrimazione abbondante, dovuta al fatto che le lacrime prodotte sono di scarsa qualità e tendono a evaporare rapidamente. A questi si aggiungono la vista offuscata, più marcata dopo lunghe sessioni al computer, e la difficoltà ad aprire gli occhi appena svegli. Chi trascorre molte ore davanti agli schermi o in ambienti con aria condizionata risulta più esposto a questi disturbi.

Le cause della sindrome

Le cause, ha spiegato il Dottor Camesasca, sono molteplici e spesso si sommano tra loro, ma si possono ricondurre a due meccanismi principali: una produzione insufficiente di lacrime, legata all’età, a determinati farmaci o a patologie autoimmuni come la sindrome di Sjögren, e un’eccessiva evaporazione del film lacrimale, favorita da blefarite, uso prolungato di lenti a contatto, ambienti secchi o smog.

Le terapie

Per curare l’occhio secco, l’oculista ha sottolineato l’importanza di una diagnosi accurata, effettuata attraverso test specifici come il test di Schirmer o la colorazione con fluoresceina, utili per individuare l’origine esatta del disturbo. Il trattamento parte generalmente dall’uso regolare di lacrime artificiali, in collirio o in gel, e nei casi più severi può prevedere colliri a base di ciclosporina o la chiusura temporanea dei puntini lacrimali. Accanto alla terapia farmacologica lo specialista raccomanda anche piccoli accorgimenti quotidiani, come fare pause dagli schermi, mantenere l’ambiente umido, evitare fumo e aria condizionata diretta, bere a sufficienza e curare l’igiene delle palpebre. Un ultimo avvertimento riguarda i rimedi fai da te, dagli impacchi di camomilla ai colliri improvvisati: secondo il medico, invece di alleviare il fastidio, rischiano spesso di peggiorarlo, dunque è sempre meglio affidarsi a un professionista e a prodotti sterili pensati appositamente per l’occhio.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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