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Martedì 27 Ottobre
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Stai per iscriverti in palestra? Ecco quali accertamenti fare per iniziare in sicurezza

La legge non impone obblighi tuttavia sarebbe sempre opportuno sottoporsi ad adeguati esami diagnostici

Stai per iscriverti in palestra? Ecco quali accertamenti fare per iniziare in sicurezza
Palestra, gli esami da fare prima di iscriversi (Foto: Worldgym.com)

L’Iscrizione in palestra dovrebbe essere sempre preceduta da alcuni esami di routine per evitare di correre rischi soprattutto se si desidera sottoporsi ad intense sessioni di allenamento

Decidere di iscriversi in palestra è uno dei migliori investimenti che si possano fare per la propria salute. L’attività fisica regolare aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, obesità e depressione, oltre a migliorare forza, resistenza e qualità della vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che anche piccoli incrementi dell’esercizio fisico producono benefici significativi per la salute. Tuttavia, soprattutto dopo anni di sedentarietà o in presenza di particolari condizioni mediche, è opportuno sottoporsi ad alcuni controlli prima di iniziare un programma di allenamento. Non si tratta di un ostacolo, ma di una forma di prevenzione che consente di allenarsi in modo più efficace e sicuro.

Visita medica: il primo passo

Il controllo più importante è una valutazione generale del proprio stato di salute. Le linee guida dell’American College of Sports Medicine (ACSM) indicano che la necessità di una visita preventiva dipende principalmente da tre fattori: livello di attività fisica abituale, presenza di malattie note e comparsa di eventuali sintomi sospetti durante lo sforzo. Chi ha uno stile di vita sedentario da molto tempo, soffre di patologie cardiovascolari, metaboliche o renali, oppure manifesta sintomi come dolore al petto, vertigini, svenimenti o affanno anomalo, dovrebbe consultare il medico prima di intraprendere allenamenti intensi.

Controllo della pressione arteriosa ed esami del sangue

L’ipertensione è spesso definita “il killer silenzioso” perchè può essere presente senza provocare sintomi. Per questo motivo la misurazione della pressione rappresenta uno degli accertamenti di base più importanti prima di iniziare un’attività sportiva. La pressione elevata aumenta, Infatti, il rischio cardiovascolare e merita un inquadramento medico prima di affrontare sforzi particolarmente intensi.

Pur non essendo obbligatori per tutti, alcuni esami ematochimici possono offrire un quadro più completo dello stato di salute. Tra quelli più richiesti figurano:

  • glicemia;
  • profilo lipidico (colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi);
  • emocromo completo;
  • funzionalità renale ed epatica;
  • esame della tiroide nei casi selezionati.

Questi parametri permettono di identificare eventuali fattori di rischio cardiovascolare o metabolico che potrebbero influenzare la programmazione dell’allenamento.

Elettrocardiogramma: quando è consigliato

L’elettrocardiogramma (ECG) non è sempre indispensabile per chi inizia un’attività motoria moderata, ma può essere raccomandato in presenza di fattori di rischio, familiarità per malattie cardiache o sintomi sospetti. Le principali società scientifiche concordano sull’importanza di approfondimenti cardiologici nei soggetti che presentano segnali di allarme o una storia familiare significativa. In particolare meritano attenzione:

  • dolore toracico durante lo sforzo;
  • svenimenti o quasi svenimenti;
  • palpitazioni;
  • dispnea eccessiva;
  • casi di morte cardiaca improvvisa in famiglia prima dei 50 anni.
  • Test da sforzo per gli over 40 e i soggetti a rischio

Per alcune categorie di persone, soprattutto chi desidera praticare attività vigorosa dopo anni di inattività, il medico può prescrivere un test da sforzo. Questo esame consente di valutare la risposta del cuore e della pressione arteriosa durante l’esercizio fisico. Viene spesso utilizzato per identificare eventuali problemi coronarici e per definire un’intensità di allenamento appropriata.

Non bisogna pensare soltanto al cuore. Problemi alla schiena, alle ginocchia, alle caviglie o alle spalle possono peggiorare con un allenamento eseguito in modo errato. Una valutazione ortopedica o fisiatrica può essere particolarmente utile per persone con scoliosi o cifosi, soggetti reduci da infortunchi soffre di lombalgia cronica e  individui in sovrappeso con dolori articolari.

Molte palestre dispongono di strumenti come la bioimpedenziometria, che consente di valutare massa grassa, massa muscolare e livello di idratazione. Non si tratta di un esame medico, ma può rappresentare un utile punto di partenza per monitorare i progressi nel tempo.

Anche se gli accertamenti risultano nella norma, durante l’attività fisica non bisogna mai ignorare alcuni campanelli d’allarme:

  • dolore o pressione al petto;
  • affanno sproporzionato;
  • vertigini;
  • battito cardiaco irregolare;
  • svenimenti.

In presenza di questi sintomi è opportuno interrompere immediatamente l’esercizio e rivolgersi a un medico. Bisogna ricordarsi che allenarsi con consapevolezza significa non solo ottenere risultati migliori, ma soprattutto tutelare la propria salute nel lungo periodo.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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