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Venerdì 19 Marzo
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La Cina torna alla conquista della Luna con la missione Chang’e 5

La nuova missione lunare cinese Chang'è potrebbe svelare particolari determinanti per risalire alle origini della Luna

La Cina torna alla conquista della Luna con la missione Chang’e 5
La missione lunare Chang'e si è conclusa con un successo
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  • Ecco i dettagli della nuova missione lunare della Cina denominata Chang’e

    La Cina, al momento, è stato l’unico paese in grado di mettere piede sulla Luna da oltre 40 anni a questa parte. Le sue recenti missioni Chang’e (dalla prima alla quarta) hanno dimostrato come il paese del sol Levante sia in grado di sviluppare tecnologie evolute per orbitare e atterrare sulla Luna ma non solo. Potrà anche dimostrare si saper  sviluppare tecnologie altrettanto evolute per utilizzare con successo un rover. Il 24 novembre, l’amministrazione spaziale nazionale cinese ha lanciato Chang’e 5, che è solo l’ultima di una serie di missioni che si preannuncia ancora molto lunga.

    Lo scopo della missione cinese

    Questa missione è destinata ancora una volta a raccogliere e portare sulla Terra campioni di suolo lunare. Di recente una missione israeliana finanziata da privati ha fallito miseramente il proprio tentativo di “attraccare” sulla Luna mentre il beffardo fallimento del lander indiano Vikram ha dimostrato, ancora una volta, quanto siano grandi i limiti delle conoscenze acquisite e la rischiosità delle missioni sulla Luna. Leggi anche Le Costellazioni satellitari e la loro influenza sull’astronomia. 

    Come si svilupperà la nuova missione lunare

    Con le nuove missioni lunari, la Cina vuole mostrare al mondo l’alto livello raggiunto dal punto di vista della tecnologia e la propria competitività in materia con il resto del mondo. La missione Chang’e 5 (dal nome della dea cinese della Luna) è finalizzata alla raccolta di campioni da Mons Rümker, una cupola di basalto larga 70 km e alta mezzo chilometro, collocata nella regione dell’Oceanus Procellarum Mare sull’emisfero sinistro della Luna. Il piano è quindi riportare sulla Terra 2 kg di campioni perforati e scavati. Qualora la missione riuscisse a raggiungere l’obiettivo, gli scienziati cinesi avrebbero delle testimonianze preziose che potrebbero svelare importanti segreti sulle origini del nostro satellite naturale ma anche su altri pianeti rocciosi del nostro Sistema Solare.

  • I  metodi per risalire all’età dei reperti

    Sarà la datazione radiometrica a dimostrare l’età assoluta dei campioni che verranno portati sulla Terra. Si tratta di un metodo molto efficace per calcolare correttamente le date di origine dei campioni geologici e che si fonda sullo studio di particolari isotopi radioattivi contenuti negli stessi reperti. Dalla densità del cratere si potrà dunque desumere l’età del reperto. E questo può quindi essere utilizzato per migliorare i modelli dell’età della densità dei crateri delle superfici sulla Luna e Marte, Mercurio e Venere. Se questa missione dovessere avere successo, la Cina avrà fatto un grosso passo avanti nella soluzione di importanti misteri che riguardano proprio l’origine del nostro satellite naturale.

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Valerio Fioretti

Sono un fisico, meteo appassionato e meteorologo, scrivo da anni notizie sul web. Sono esperto di argomenti che riguardano sport, calcio, salute, attualità, alpinismo, montagna e terremoti.

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