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Dito a scatto, il Dottor Davide Smarrelli spiega quali sono le possibili cause e come si cura

Dito a scatto, un disturbo molto fastidioso: ecco cause, cure e sintomi illustrati dal Dottor Davide Smarrelli

Dito a scatto, il Dottor Davide Smarrelli spiega quali sono le possibili cause e come si cura
Foto Wikimedia Commons

Il Dottor Davide Smarrelli, responsabile della Chirurgia della mano di Humanitas Gavazzeni a Bergamo, ha svelato tutto ciò che c’è da sapere sul dito a scatto

Le mani ci permettono di compiere infinite azioni quotidiane, dal semplice afferrare oggetti fino ai gesti più complessi, ed è proprio per questo che qualsiasi disturbo le riguardi merita la giusta attenzione. Tra i problemi più comuni che possono colpirle c’è la tenosinovite stenosante, nota anche come “dito a scatto“, una condizione che provoca il blocco temporaneo del dito una volta piegato, impedendogli di distendersi in modo naturale. Se trascurato, questo disturbo può provocare dolore intenso e limitare seriamente i movimenti della mano. Per fare chiarezza sull’argomento, il Dottor Davide Smarrelli (responsabile della Chirurgia della mano di Humanitas Gavazzeni a Bergamo) ha spiegato a Gavazzeni.it tutto ciò che è utile sapere su questa patologia.

Le origini del disturbo

Secondo quanto svelato dal Dottor Smarrelli, il dito a scatto si sviluppa quando i tendini flessori della mano (quelli che permettono di piegare le dita) si infiammano e si ingrossano fino a non riuscire più a scorrere correttamente nel loro canale naturale. Questo li porta a incastrarsi in uno spazio ormai troppo stretto per loro, generando quello scatto caratteristico che blocca il dito. Nella maggior parte dei casi l’infiammazione compare senza un motivo evidente, tuttavia a volte è collegata a traumi pregressi oppure a patologie come artrite reumatoide, artrosi della mano, morbo di Dupuytren o diabete.

I possibili trattamenti

Il primo passo per curare il dito a scatto, ha spiegato Smarrelli, consiste in terapie antinfiammatorie e conservative: tecarterapia, ionoforesi, laserterapia, ultrasuoni oppure infiltrazioni mirate, efficaci soprattutto se l’infiammazione viene individuata nelle prime settimane. Quando questi trattamenti non bastano, si ricorre all’intervento chirurgico, una procedura ambulatoriale rapida ed eseguita in anestesia locale. Attraverso una piccola incisione viene aperto il canale che blocca il tendine, permettendogli di scorrere di nuovo liberamente. L’intervento si conclude con alcuni punti di sutura e il bendaggio della mano.

Altri aspetti da conoscere

Il Dottor Smarrelli ha sottolineato che il livello di invalidità legato al dito a scatto dipende molto da quale dito viene colpito: i casi più complicati riguardano il medio, punto di equilibrio della mano, e il pollice, fondamentale per gran parte dei movimenti. Dopo l’intervento resta una piccola cicatrice che scompare in genere entro un mese, periodo durante il quale è importante seguire scrupolosamente le indicazioni mediche, applicare ghiaccio ed eseguire gli esercizi consigliati per ritarare (o compromettere) il recupero totale.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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