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Shock termico, che cos’è, quali sono i sintomi e i consigli per prevenirlo

Caldo torrido e rischio shock termico, ecco cosa succede al corpo e come proteggersi

Shock termico, che cos’è, quali sono i sintomi e i consigli per prevenirlo
Immagine di repertorio fonte ANSA.

Caldo torrido in Italia, ecco tutto ciò che c’è da sapere sullo shock termico

Le temperature elevate di questi giorni stanno riportando alla ribalta un pericolo spesso sottovalutato durante l’estate: lo shock termico. Si tratta di una reazione improvvisa dell’organismo che può verificarsi quando si passa rapidamente da un ambiente molto caldo a uno molto freddo, situazione tipica di chi si immerge in acque fredde, dopo una lunga esposizione al sole, ma che riguarda anche chi entra in locali eccessivamente climatizzati dopo essere stato all’aperto. Ecco tutto ciò che c’è da sapere, come riportato da Corriere.it.

Cosa accade al corpo

Quando avviene un passaggio troppo brusco tra temperature opposte, il corpo non riesce ad adattarsi in tempo e va incontro a un vero scompenso del sistema cardiocircolatorio. Il cuore si trova costretto a un lavoro straordinario per riuscire a spingere il sangue attraverso vasi sanguigni che si sono contratti rapidamente, e questo sforzo eccessivo può tradursi, nei casi più seri, in un blocco cardiocircolatorio o in un arresto cardiaco improvviso capace di impedire alla persona colpita anche di restare a galla in acqua. Il pericolo cresce ulteriormente se lo shock avviene durante la digestione: in quel momento gran parte del sangue è già impegnata a livello dello stomaco.

I segnali da riconoscere

Tra i segnali più comuni di shock termico figurano difficoltà respiratorie, brividi intensi, tremori e uno stato di confusione mentale accompagnati spesso da dolore al petto, vertigini e mal di testa. Nelle situazioni più gravi si può arrivare alla perdita di coscienza: in questi casi diventa fondamentale contattare immediatamente i soccorsi chiamando il 118 o il 112.

Le buone pratiche da seguire

Gli esperti di shock termico raccomandano di non tuffarsi mai di getto in acque fredde quando si è accaldati o reduci da una lunga esposizione al sole ma di bagnarsi gradualmente partendo da braccia e gambe. In questo modo i termorecettori della pelle hanno il tempo di avvisare il cervello, permettendo all’organismo di attivare i meccanismi naturali di compensazione termica prima dell’immersione completa.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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