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Coronavirus, arriva il vaccino universale contro tutte le varianti? Lo studio dall’Australia

Gli scienziati del Garvan Institute di Sydney lavorano ad un vaccino universale contro ogni variante (presente e futura) del coronavirus: tutti i dettagli

Coronavirus, arriva il vaccino universale contro tutte le varianti? Lo studio dall’Australia
Foto PixaBay
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  • Un team di ricercatori australiani è al lavoro per trovare un vaccino universale contro tutte le varianti del Covid-19

    Nonostante l’arrivo dei vaccini il Covid-19 continua a circolare in tutto il mondo senza sosta: a rendere le cose più complicate è la straordinaria capacità di questo coronavirus di mutare, generando dunque varianti sempre nuove che rischiano di compromettere (o non rendere valido al 100%) il faticoso lavoro di ricercatori e scienziati che ormai da due anni lavorano per trovare la miglior cura possibile al virus. E in questo senso arrivano buone notizie dall’Australia dove, come riportato da TgCom24, si sta lavorando a un vaccino universale in grado di proteggere l’organismo da qualsiasi variante esistente del Covid-19 ma anche di prevenire future mutazioni. LE REGIONI ITALIANE CHE RISCHIANO DI PASSARE IN ZONA GIALLA

    I dettagli sul “nuovo” vaccino

    Il vaccino universale è in fase di studio al Garvan Institute di Sydney dove un team di scienziati ha un obiettivo preciso: trovare il modo di neutralizzare la parte immutabile della proteina Spike, ovvero la costante di ogni mutazione del Covid-19. Il vaccino dovrebbe dunque generare anticorpi che puntino su una regione della proteina Spike chiamata “class 4 epitope region”, che non varia geneticamente tra ceppi di coronavirus e ha quindi meno capacità di mutare nel futuro. Sono già stati condotti dei test su topi da laboratori e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Immunity. Si tratta, ovviamente, delle prime fasi di realizzazione ma se il lavoro in Australia dovesse andare a buon fine ci si potrebbe trovare di fronte ad un’altra grande svolta nella lotta contro il coronavirus.

    Le parole degli autori dello studio

    I vaccini correnti – ha spiegato Christopher Goodnow, Direttore Esecutivo del Garvan Institute – fanno un ottimo lavoro nel tenere le persone fuori dagli ospedali e rallentando la diffusione del virus. Tuttavia gli anticorpi prodotti con i vaccini attuali sono diretti a una parte del virus che può facilmente mutare e ridurre l’efficienza con cui gli anticorpi diretti contro quella parte del virus, lo può bloccare.” E qui intervengono gli scienziati australiani con il loro progetto.

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  • Lo scopo del lavoro degli scienziati australiani

    Il Prof. Goodnow ha specificato che nello studio del Garvan Institute si è “guardato ad altre parti dello spike che sono ugualmente vitali al virus per infettare. E abbiamo esaminato migliaia e migliaia di anticorpi, molti in grande dettaglio, per concentrarci sugli anticorpi che agiscono su questa parte immutabile di cui il virus necessita per infettare, ma che non cambia. Nella prossima fase del progetto, saranno testate formulazioni di tali vaccini di prossima generazione in modelli pre-clinici per determinare se possono generare anticorpi per proteggere da differenti ceppi del virus”.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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